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Comune di Cormons

Cormons

Piazza XXIV Maggio 22 - 34071 - Cormons (GO)
Friuli Venezia Giulia

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Approfondimenti

Francesco di Manzano
Pro Loco Castrum Carmonis (Cormòns)

Storia

A fronte di una certa esistenza in epoca romana, Cormòns fu certamente abitato in epoca preistorica, come dimostrano i numerosi reperti ritrovati durante la costruzione della ferrovia.
L’origine del toponimo forse deriva da un etnico Cormones collegato con voce gallica carno –one “donnola” o simile, preso come animale totemico. Esisteva sul monte Quarin (m 274) un Castrum romano che faceva parte della lunga catena di posti di segnalazione che arrivava sino a Roma e che servivano a mantenere la continuità delle segnalazioni a base di fuochi.

La rocca divenne longobarda verso la fine del VI secolo. Nel 610 il duca Gisulfo la fortificò assieme ad altri castelli del Friuli. Nimis, Artegna, Osoppo, Ragogna e Gemona a tutela delle frontiere longobarde. Lo storico Paolo Diacono nella sua “Storia dei Longobardi” cita Cormones narrando come il Castrum resistette nel 610 all’incursione degli Avari. Nel 628 il patriarca di Aquileia Fortunato trasferì qui la residenza del Patriarcato portando con se i tesori sacri.

A lui fecero seguito Felice (649-† ?) Giovanni II (?-†663) Giovanni III (680-†?), Pietro I (698-700) e Sereno (711-723). In tale maniera Cormòns fu sede patriarcale per più di un secolo, dal 628 al 737, quando il patriarca Calisto trasferì la sede a Cividale portando con se il tesoro della Chiesa di Aquileia, perciò la rocca fu abbandonata divenendo ricettario di malviventi.

Senza storia rimase Cormòns sino al 983, però nel frattempo ai piedi del castello era sorto un nucleo abitato che più tardi fu cinto da mura. In seguito alla donazione fatta da Ottone II al patriarca Rodoaldo divenne feudo della Chiesa aquileise. Non si sa quando la zona passò sotto i conti di Gorizia, si sa che nel 1093 il patriarca Ulrico donava al Monastero di Rosazzo la basilica di S. Giovanni di Cormòns e che il conte di Gorizia contemporaneamente assegnava al Monastero beni del luogo.

Turbinosi furono gli anni successivi al mille per le lotte tra il Patriarca e i Goriziani finche il 27 gennaio 1202 nella chiesetta di S. Quirino si fece pace tra i patriarca Pellegrino III e i conti di Gorizia Mainardo ed Engilberto. In virtù della quale Cormòns veniva attribuito ai conti soltanto come feudo. Nel 1257 il patriarca Gregorio da Montelongo s’impadronì d’improvviso della rocca di Cormòns. Inutilmente il papa Alessandro IV intimò la restituzione ed allora il conte Mainardo decise di riprenderlo assediandolo, non riuscendo a conquistarlo, tolse le tende e assalì e distrusse Brazzano e Trussio. Nel 1275 fu stipulato un solenne atto di tregua fra il patriarca e il conte Alberto e due anni dopo alla completa pacificazione.

Il castello di Cormòns divenne incontrastato dominio dei conti di Gorizia a cui rimase sino al 1497, allorché fu ceduto con una permuta, a Massimiliano d’Austria. Questi inviava a prendere possesso Simone di Ungrispach, discendete di una famiglia che aveva già avuto beni nel luogo. All’estinzione della Casata Goriziana con il conte Leonardo, Cormòns passò all’Austria (1500).

L’imperatore il 29 giugno 1500 confermava con diploma gli statuti e i privilegi Cormonesi. Nel 1508 i Veneziani in lotta con Massimiliano conquistarono il castello mettendo al sacco anche il paese. Cacciati vi ritornarono più volte finché nel 1514 gli stessi Austriaci decisero di demolire la fortificazione. Durante la Guerra di Gradisca, Cormòns fu nuovamente fortificata dai Veneziani; nel 1618 tornò all’Austria e il castello abbandonato, andò rapidamente in rovina.

La giurisdizione passò sotto i della Torre che la ressero con prepotenza e continui soprusi sino all’arrivo dei Francesi. Nel 1813 ritornò sotto la dominazione austriaca rimanendovi anche dopo il 1866. Proprio a Cormòns, nell’attuale casa Tomandoni, il 12 agosto 1866 fu firmato l’armistizio tra l’Italia e l’Austria. Nel 1910 l’imperatore Francesco Giuseppe concesse a Cormòns il titolo di città, titolo che fu poi riconfermato da Vittorio Emanuele III nel 1936.

Durante la prima guerra mondiale fu occupata dalle truppe italiane già al mattino del 24 maggio diventando sede di importanti comandi militari. La città fu ufficialmente annessa all’Italia il 23 febbraio 1921.

Dopo la Seconda Guerra mondiale perse buona parte del territorio comunale e quasi tutto il retroterra del Collio che alimentava con i suoi prodotti l’importante mercato ortofrutticolo di Cormòns. Oggi ha ancora una predominante attività vitivinicola, i cui vini prodotti hanno rinomanza internazionale.