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Comune di Medea

Medea

Via Torriani, 5 - 34076 - Medea (GO)
Friuli Venezia Giulia

tel: 0481 67012 fax: 0481 67325

e-mail: protocollo@com-medea.regione.fvg.it
pec: comune.medea@certgov.fvg.it
web: www.comune.medea.go.it

Storia

L’origine dell’abitato, ai piedi del colle, si perde nella notte dei tempi, addirittura si vuol far risalire agli Argonauti o alla maga Medea.

Una leggenda popolare parla di una regina strega che anticamente aveva abitato in quei luogo e sapeva comandare agli spiriti che sotto forma di fiammelle vagavano per la collina. Tralasciando le leggende è comunque stata accertata l’esistenza di un gruppo di tombe preromane sul versante settentrionale della collina. Gli scavi, pur limitati, hanno portato al rinvenimento di alcuni reperti archeologici risalenti probabilmente al sec. IV a.C.

Il nome di Medea che deriva dal personale latino “Medeia” ed è presente storicamente già nel 762, cioè nel diploma di fondazione dei conventi di Sesto al Reghena e di Salto sul Torre, nell’elenco dei beni che i nobili longobardi Erfo, Anto e Marco figli del duca del Friuli donarono ai conventi citati.

Medea e ricordata anche come Medea Sclavonica ad indicare che la località era abitata dagli Slavi giunti per ripopolare il territorio devastato dalle invasioni degli Ungari, ma di essi a Medea non v’è rimasto traccia. Nel 1268 Alberto, conte di Gorizia, prese prigioniero a Medea il vescovo di Concordia Alberto da Colle e lo fece uccidere. Il patriarca Gregorio da Montelongo, per vendetta, incendiò il paese e quasi lo rase al suolo, distruggendo anche il palazzo di Giovanni degli Ungrispach di Medea alleato del conte di Gorizia.

La località nel 1471 subì un altro terribile saccheggio da parte dei Turchi. Durante la Guerra diGradisca, i Veneziani eressero un fortilizio sul colle ed occuparono la zona per due anni. Nella seconda metà del ‘600 la pietra di Medea fu impiegata nelle costruzioni edilizie e fortificazioni di Palmanova.

Nella prima guerra mondiale Vittorio Emanuele III aveva sul colle di Medea il suo osservatorio per seguire l’andamento delle operazioni militari sul Carso.