Portale Nordest
 mobile

Comune di Agna

Agna

Via Roma, 28 - 35021 - Agna (PD)
Veneto

tel: 049 5381148 fax: 049 5381179

e-mail: info@comune.agna.pd.it
pec: agna.pd@cert.ip-veneto.net
web: www.comune.agna.pd.it

Storia

La Via Annia e archeologia
- Il tratto di Via Annia (datato II sec.a. C.) che attraversava il Comune di Agna è documentato oggi solamente da fotografie aeree. Il rettifilo visibile, della lunghezza di circa 18 km, congiunge Agna con Rottanova di Cavarzere e attraversa terreni prevalentemente agricoli.
- Ma se i resti dell’epoca romana non sono visibili, la toponomastica e le fonti rimandano indubbiamente all’antico tracciato.
Nel 950 d.C. i duchi Franca e Almerico nell’atto di donazione della Corte di Bagnoli al Monastero di San Michele Arcangelo di Bronzolo definendo col nome di “Agna” il terreno donato annesso alle proprietà si riferirono chiaramente ad una “via Agna”, ovvero la romana Via Amnia.
Qualche anno dopo, nel 970 d.C. la giovane Ingheldina, nel donare alla cattedrale di Padova terre e beni localizzati ad Agna, si definisce abitante del castrum di Agna rimandando le origini del centro alla presenza in epoca romana o altomedievale di un accampamento fortificato, o castrum.
Cenni storici e aneddoti
- In epoca medievale Agna rivestiva una certa importanza nel territorio, sia come luogo di culto (la maggior parte dei suoi territori era posseduta dai monani di San Michele di Bronzolo) che come luogo di scambi e ristoro.
Non solo le fonti di epoca medioevale parlano di due chiese, di cui una (la Chiesa dedicata a San Giovanni Battista) addirittura Pieve ma parlano anche di un ospizio per viandanti (detto di S. Vito alla Pria) e di un castello (ricordato ancor oggi nel nome della località vicina “castellano” che pare appartenesse ai da Carrara, nobili padovani.
Agna era quindi terra di transito per pellegrini e dimora di nobiltà.
Tra storia e leggenda
Nel 1200, Ezzelino III da Romano, conosciuto in tutto il Padovano per le sue efferatezze, non tardò ad imporre la sua autorità nell’area. In particolare il temuto tiranno imprigionò e successivamente giustiziò Jacopo da Carrara, proprietario del castello, facendo fuggire il resto della sua famiglia. La storia racconta che le donne di Jacopo da Carrara si avventurarono in barca nel lago di Agna, ove persero la vita.
Tutt’oggi i disegni presenti nello stemma Del Comune ricordano il funesto episodio: un castello a piedi di un lago su uno sfondo (tragicamente!) rosso.
- Nei secoli successivi Agna godette un periodo di relativa calma e prosperità beneficiando dei raccolti ottenuti da costanti opere di bonifica del territorio (l’ultima delle quali attuata da Roberto Parafava che nel 1534 fece costruire un canale di scolo tra Agna e Arre) e dai floridi rapporti tra i monaci qui residenti e il grande e ricco monastero di Santa Giustina di Padova.
- Il lungo dominio della Serenissima invece fece ripiombare il centro in un periodo buio durante il quale gli abitanti morirono numerosi preda di morbi e pestilenze causate dalle frequenti carestie, povertà e malnutrizione.
- Nel 1806 quando Napoleone soppresse il Monastero di Padova tutti i beni ecclesiastici (ca. 16.690 campi) vennero confiscati. Nel 1810 le terre di Agna vennero donate al duce Malzi d'Eril di Milano.
- Solo nel periodo di dominio degli Austriaci, la presenza in paese di un medico condotto e una levatrice portarono un radicale miglioramento della situazione sanitaria. Fu creata una Congregazione della Carità per i bisognosi e si migliorò l’assetto generale della viabilità con la costruzione di nuove strade e collegamenti con altri centri maggiori.
- Infine, a metà degli anni ’50 una attiva politica di rivalutazione dell’attività agricola e artigianale, da sempre cardine dell’economia dell’area, rallentò il fenomeno dell’emigrazione rafforzando notevolmente l’identità locale e il senso di appartenenza al territorio.
Attrazioni culturali
Palazzo Mingoni, sede dell’attuale Municipio, risale al XVII secolo. Presenta affreschi della stessa epoca rappresentanti scene mitologiche, storiche e sacre realizzate. Gli affeesci e decolarioni del palazzo realizzati nel 1701 dal Giovan Battista Cromer (1665-1745) più conosciuto e citato dagli storici per le Tabulae degli Adversa Anatomica di Giovanni Battista Morgagni (illustre medico e docente dell’Atene Patavino con cui collaborò).
- Degna di nota la chiesa principale di San Giovanni Battista, costruita in pieno ‘700 pur conservando il nome del luogo di culto medievale. Le quattro formelle del pregevole portone di bronzo raffigurano scene della testimonianza di San Giovanni Battista. All’interno le maestose sculture del XVIII della scuola del Bonazza e il coro di fine anni ’20 decorato con affreschi che rappresentano la Maestà di Cristo.
- Molti gli edifici colonici che testimoniano la presenza in epoca medioevale sia dei monaci benedettini che di nobili famiglie padovane. Passeggiando ad Agna è facile imbattersi in fronti porticati, camini terminanti ad imbuto o a tenaglia, tipici delle antiche case benedettine, stemmi religiosi e delle antiche casate, a testimonianza dei diversi possidenti e gestori di queste terre.
- Merita una visita il Palazzo della Gastaldia (inizi ‘700) fatto erigere a Frapiero dai Monaci Benedettini di Santa Giustina di Padova, possessori qui di terre e beni. Le Ville di campagna, ancor oggi sono visibili nelle campagne, sorsero nello stesso periodo ad opera delle nobili famiglie di possidenti terrieri.
- Nella frazione di Frapiero si può ammirare Villa Pimpinato, ex convento benedettino dei monaci di S.Giustina, già sede della gastaldia dei monaci. Da notare la bella meridiana.
Il contesto naturalistico
- I caratteri del territorio sono tipici delle aree di bonifica. Del lago medievale non rimane oggi alcuna traccia. Del resto i lavori di bonifica iniziarono già dal Medioevo quando monaci benedettini ed Olivetani recuperavano il territorio a fini produttivi. Anche le nobile famiglie dei Parafava e dei Montereale possedevano qui, fin dall’epoca medioevale ampi appezzamenti di terreno usati a fini agricoli.