Portale Nordest
 mobile

Comune di Carmignano di Brenta

Carmignano di Brenta

Piazza Marconi, 1 - 35010 - Carmignano di Brenta (PD)
Veneto

tel: 049 9430355 fax: 049 9430335

e-mail: info@comune.carmignanodibrenta.pd.it
pec: carmignanodibrenta.pd@cert.ip-veneto.net
web: www.comune.carmignanodibrenta.pd.it

Storia

La presenza delle acque ha sempre permesso un'efficace irrigazione. Dal '600 queste sono state sfruttate anche per la coltivazione del riso e del mais. Ancora prima l'economia del territorio si reggeva sull'agricoltura, che gli abitanti praticavano nelle tenute dei nobili veneziani o vicentini coltivando frumento, miglio e avena. Verso la meta' del '700 cominciò a funzionare uno stabilimento dedito alla produzione della carta ad Ospitale; si apri' cosi' la strada all'industria. Nel 1904 fu costruita la centrale elettrica di Camazzole che incremento' la produzione della carta. Le industrie attualmente attive a Carmignano si occupano della produzione di manufatti in cemento, tessili e dell'edilizia e l'artigianato comprende ceramiche, officine e falegnamerie. L'agricoltura ora praticata riguarda le foraggiere, che favoriscono l'allevamento dei bovini e la produzione del Grana Padano e di altri prodotti caseari. Non solo l'economia del Comune e' legata al fiume Brenta, ma anche la storia. Lo stemma del Comune e' uguale a quello di Vicenza, provincia alla quale appartenne fino al 1853. Dal 1807 al 1811 fece parte del distretto e del "cantone" della citta' ed e' ancora compresa nella sua diocesi. E' difficile risalire ai primi insediamenti umani nell'area del Brenta, per la mancanza di fonti scritte e anche perche' non si puo' valutare con precisione l'importanza dei reperti archeologici rinvenuti negli ultimi decenni. Questi ultimi sono stati esaminati da alcuni ricercatori che hanno ritenuto di potere presupporre che nell'Eta' del Ferro e forse anche nel Neolitico (1800-1600 a.C) esistessero nella zona piccoli nuclei abitati, ai quali si mischiarono poi ceppi indoeuropei. Verso l'VIII secolo a.C. si stabilirono qui i Veneti, o Heneti, che provenivano dalla Plafagolia, abili nel commercio lungo i fiumi e nell'allevamento dei cavalli e ricor...dati da Omero nell'Iliade, da Erodoto e da Tito Livio. Vicino all'antico alveo del Brenta e' stata rinvenuta un'ascia di bronzo paleoveneta risalente al VII secolo a.C. Il fiume ha cambiato diverse volte il suo corso ed e' stato chiamato dapprima "Medoaci" dai Romani, sembra con riferimento al nome di una colonia di Etruschi che si era insediata lungo le sue rive. Poi i Cimbri lo chiamarono "Broint" o "Print", con il significato di "sorgente" o "fontana", che e' prevalso sul nome romano trasformandosi in "Brenta". Il fiume un tempo era navigabile dalle attuali Fontaniva o Curtarolo e Bassano con degli zatteroni e, soprattutto da Padova, con delle barche. Secondo A. Gloria a Carmignano fu trovata una lapide romana che venne subito persa, intestata a Sesto Rutilo e che arrecava anche i nomi dei genitori e della moglie. La famiglia apparteneva alla "gens carminia"; ad essa si potrebbe far risalire (attraverso il suffisso "anum") il toponimo del paese. Il professor A. Golin cita invece l'etimo altotedesco "Karmhinan", che significa "localita' vicina alla curva del fiume" o "Kar meini an", cioe' "localita' vicina alle attrezzature portuali". Negli anni 225-222 a.C. i Galli, di origine celtica come i Senoni, chiesero invano aiuto ai Veneti per attaccare i Romani. I Veneti, dalla parte dei Cenomani, misero invece a disposizione di Roma un contingente che debello' i Galli nella battaglia di Talamone, costringendoli alla ritirata verso le Alpi. Roma per riconoscenza inquadro' la "Venetia" con l'Istria nella "X Regio Venetia et Histria". Fu fondata Aquileia (181 a.C.), fu concessa la cittadinanza romana ai Veneti, furono costruite strade e il console Spurio Postumio Libero nel 148 a.C. costrui' la via Postumia. Tecnici agrari esperti detti "gromatici" bonificarono e risistemarono il territorio tracciando tramite la "groma" il "Cardo Massimo" e la"Decumano Massimo", due linee che si incrociavano nell'"ombelico dell'agro". Possiamo ancora riconoscere altre strade che essi tracciarono. Una di queste collegava Padova all'Altopiano di Asiago e vene chiamata in seguito "Arzeron della Regina"; correva sulla riva destra della Brenta e toccava Taggi, Villafranca, Carmignano e Camazzole, dove si intersecava la Postumia. Lungo questa via sono stati trovati: pesi di telaio, monete di rame dell'imperatore Tiberio Augusto e materiale fittile. Nel 45 a.C. Padova divenne "Municipium". Un notevole progresso civile e un accrescimento economico rilevante si sono verificati nell'eta' imperiale da Cesare Augusto (14 a.C.) alla morte di Costantino (337 d.C.). Padova perfeziono' le strade, fondo' "vici" e "pagi", intensifico' il commercio, anche perche' era in grado di fornire alla capitale legname utilissimo per l'edilizia. Successivamente, pero', i barbari provocarono distruzioni e saccheggi, bloccarono le attivita' economiche dei Veneti e accelerarono la caduta di Roma. Marcomanni e Sarmati nel 167 colpirono Aquileia e quasi tutto il Veneto. Nel 258 gli Alemanni devastarono le province venete e negli anni 401-410 i Visigoti eretici sconvolsero la fede del popolo. Nel 452 gli Unni con a capo Attila saccheggiarono Aquileia, Concordia, Altino, Vicenza e Padova e indebolendo ulteriormente l'Impero Romano d'Occidente, che cadde nel 476. Successivamente a causa di rovinose piene il Brenta ruppe gli argini e ridusse il territorio del comune di Vicenza ad un acquitrino disabitato. Dopo il 1000 il popolo, con guerre e lotte fra comuni, anche fra quelli di Vicenza e Padova, riacquisto' lentamente la sua liberta'. In un'importante documento del 1255 e' documentata l'esistenza del porto di Fontaniva e la stipula della "Pace di Fontaniva", imposta dal Patriarca di Aquileia Pellegrino. Nel 1167 nacque la Lega Lombarda, si ebbe la vittoria di Legnano (1176) e con la Pace di Costanza (1183) i comuni ottennero dall'imperatore pieno riconoscimento dei loro diritti di Sovranita' e della loro stessa esistenza. I Vicentini avevano costruito un castello contrapposto a quello Padovano di Canfriolo, in posizione strategica per sbarrare il Brenta e contrastare le mire espansionistiche di Padova. Vicentini e Padovani si contesero questo maniero. Fu espugnato nel 1178 da Obizzo, comandante dell'esercito padovano e marchese d'Este, venne riconquistato e fortificato ulteriormente da Carmignanesi e Vicentini e fu ripreso nel 1196 per poi tornare ancora piu' forte di prima. Nel 1198 fu, pero', distrutto da Ezzelino II detto "Il Balbo", a comando dei Padovani. Nel 1223 egli sparti' i suoi territori fra i figli e Carmignano venne assegnato al figlio Alberto, che divenne poi Podesta' di Vicenza. I Padovani costruirono la Cittadella nel 1220 per difendersi dai Trevigiani. Fra Ezzelino III da Romano e il Comune scoppio' un conflitto. Nel 1236 Ezzelino divenne vicario imperiale e nel 1237 conquisto' Padova, che nel 1256 si libero'. Nel 1259 egli mori' sconfitto dall'esercito guelfo a Cassano d'Adda. Nel 1318 inizio' la signoria dei Carraresi con Jacopo da Carrara, capitano generale di Padova. Venezia sconfisse i Carraresi nel 1405 e allargo' il suo dominio su Friuli e Veneto. I conflitti fra le citta' venete terminarono con il dominio della Serenissima Repubblica di San Marco. Dal 1405 al 1797 Carmignano con Spessa, Ospitale di Brenta e Camazzole divennero comunita' autonome del vicariato di Vicenza. Dal 1509 al 1513 Venezia sostenne una guerra contro i collegati della Lega di Cambrai, che porto' lutti, saccheggi e distruzione anche nel territorio corrispondente a Carmignano. L'abilita' diplomatica del Senato veneto e la forza dei veneziani posero fine al conflitto. Il 5 e il 6 novembre 1796 i Carmignanesi furono costretti a soccombere alla devastazione apportata dallo scontro fra Austria e Francia. Nel 1797, con il trattato di Campoformio Napoleone pose fine alla Repubblica di San Marco e la cedette all'Austria. Nel 1815, con la pace di Vienna anche Carmignano venne assegnato all'Austria e inglobato nel Regno Lombardo Veneto. Il dominio austriaco sul Comune termino' con la fine della terza guerra d'indipendenza italiana e l'adesione dei Carmignanesi al Regno d'Italia di Vittorio Emanuele II.
Continua a leggere...