Portale Nordest
 mobile

Comune di Tribano

Tribano

piazza Martiri della Libertà 6 - 35020 - Tribano (PD)
Veneto

tel: 049 5342004 fax: 049 9585160

e-mail: segreteria@comune.tribano.pd.it
pec: tribano.pd@cert.ip-veneto.net
web: www.comune.tribano.pd.it

Storia

Dopo essere stato, nel periodo romano, territorio di passaggio dei soldati dell'Impero, Tribano fu sottoposta alla distruzione del passaggio dapprima degli Unni di Attila attorno al V secolo e successivamente dei Longobardi nel 568 d.C. che discendendo dalle Alpi orientali, attraversarono il territorio a sud di Padova.
Nel 589 l'Adige, che attorno a questo periodo passava per Este, straripò, riducendo tutta la zona del conservano ad un'immensa palude, la quale rimase tale fino agli anni attorno al 1000: esistevano solo piccoli insediamenti detti ville o villule, che a volte prendevano il nome della persona o famiglia che vi aveva maggiori proprietà; le abitazioni del territorio e per buona parte anche della città, erano fatte di legno, di creta, e anche di fango, di canne e graticci, sempre coperte di paglia, senza vetri, senza focolari, senza letti e con un solo ambiente che serviva a tutti gli usi. La società era spesso colpita da pesanti carestie e malattie epidemiche quali la peste che mettevano in seria difficoltà la salute pubblica.
Tutto questo perdurò fino agli anni intorno al 1000, duranti i quali, l'Adige fu incanalato in nuovi argini verso il Polesine e i territori furono bonificati, per opera dei Benedettini (di Praglia, Anguillara, Bagnoli, ecc.)e di altri ordini religiosi. Inoltre in questo periodo vennero edificati nel padovano oltre 70 castelli, dotati di rocche, muraglie, torri, fosse ed argini, in parte dai feudatari, in parte dalla repubblica padovana per difendere il territorio dalle invasioni; questi castelli diventarono in breve tempo centri di abitato, luoghi attorno ai quali incominciò a svolgersi la vita delle popolazioni.
In seguito però il potere assoluto dei principi feudatari sfociò in dispotismo e per questo attorno al XII secolo nacque il Comune con l'intento di dare libertà e diritti ai cittadini. Sempre in questi anni i paesi della zona cominciarono ad essere turbati dalla guerra contro l'ambizione selvaggia della famiglia degli Ezzelini.
Sino al XIII sec. Conselve, Tribano, Cartura, Bovolenta e Pernumia erano retti da un potestà, una figura simbolo, scelto fra i nobili Veneti, il quale aveva poteri amministrativi, giudiziari, militari e dipendeva dal potestà di Padova. In questo secolo Tribano formò comune a sé con un potestà eletto dal consiglio di Padova; questi secondo una legge padovana del 1276, veniva pagato L.40 per semestre. Nel 1281 Tribano viene citato in alcuni documenti del Comune di Padova in cui è fatto un elenco delle ville del territorio interessate alla costruzione di canali, argini, fosse, ecc.
Nel 1406 Padova e tutti i suoi terreni entrarono a far parte del Dominio di Venezia e ci rimase sino alla caduta della Repubblica nel 1700 (1) ad opera di Napoleone. Venezia entrata in possesso del territorio si diede da fare favorendo la ricostruzione degli argini pericolanti dei fiumi Adige, Brenta, canale di Battaglia e Paltana, abolendo alcune delle gravose imposte esistenti e largheggiando in grazie e favori. Il popolo minuto era quello che lavorava la terra e non possedeva nulla. Viveva rintanato in quegli ambienti insalubri chiamati casoni (2) e si alimentava in modo scarso e malsano. È in questo periodo che sorgono anche nel padovano le suntuose architettoniche ville veneziane con giardini.
Nel 1866 anche Tribano viene annessa al Regno d'Italia e viene perciò eletto il suo primo sindaco, il nobile Conte Pietro Brazolo (3), Più tardi durante la Prima Guerra Mondiale la città perde molti Suoi giovani e al fine di mantenere vivi gli ideali dei Caduti, viene fatto costruire il Parco della Rimembranza nel 1923 (4). Dal 1954 in poi Tribano cominciò a mutare fisionomia con il sorgere di nuovi quartieri cittadini e con l'ammodernamento delle tecniche adottate nell'agricoltura, nel commercio e nell'industria.