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Comune di Andreis

Andreis

Via G. D'Annunzio, 42 - 33080 - Andreis (PN)
Friuli Venezia Giulia

tel: 0427 76007 fax: 0427 76304

e-mail: servizi@comune.andreis.pn.it
pec: comune.andreis@certgov.fvg.it
web: www.comune.andreis.pn.it

Storia

La denominazione della località deriva probabilmente dal Latino “Antrum” successivamente trasformato in “Andrais”, cioè “grotta”, perchè la valle è piena di grotte e antri, che servivano da rifugio ai pastori. Nel dialetto locale il paese viene chiamato “Andres” e non Andreis , infatti la leggenda racconta che il primo nucleo famigliare del paese ebbe origine da un pastore che raggiungeva le grotte “andres”, (chiamate così ancor oggi) della valle con le sue mandrie e così dal ricovero provvisorio passo ad una residenza stabile.
Dopo la distruzione ad Aquileia della grande potenza romana, nel 401, ad opera di Alarico, il territorio del friuli comincia ad essere devastata in diversi periodi dalle invasioni barbariche, per questo motivo è probabile che la gente della villa originaria abbia avuto origine da un gruppo celtico che per rifugiarsi dall’inseguimento di orde barbariche, si stabilisce in quest’area.
Comunque, il nome di Andreis, comincia ad apparire nei documenti del 996, quando l’imperatore Ottone consegna al vescovo Benno o Bennone, di Concordia, dei diritti politici e sociali su molte terre, tra queste, appunto Andreis. Altra data importante è il 1183 quando Papa Lucio III prende sotto la sua protezione le pertinenze di Barcis compredenti anche Andreis.
Però secondo le leggende e le supposizioni si ritiene che la terra di Andreis abbia avuto riferimenti storici già nel 996, almeno da epoca romana. Non ci sono tracce sicure, però si sa che dalle montagne, fra cui quelle della Valcellina, i romani portavano attraverso il fiume: legname, pece e pelli verso Pordenone, da dove sempre attraverso il fiume le portavano verso il mare, e quindi, sulle navi.
Poi la leggenda racconta che nel 450, Attila, re degli Unni, si spinse con le sue truppe fino al passo di Croce, ma che per motivo di una fitta nebbia, non riuscì  a vedere la vallata e così Andreis fu risparmiata da una sicura distruzione.
Andreis seguì le vicende dei territori circostanti che, dopo essere stati assoggettati al Patriarca di Aquileia, nel 1420 passarono sotto la Repubblica Veneta, la cui signoria durò fino alla fine del Settecento, periodo in cui inizia l’alternarsi delle dominazioni francese e austriaca.
Fino alla metà del Seicento appartiene alla parrocchia di Barcis e ottiene il suo primo parroco, poi di lì a poco acquista la sua autonomia. Nel 1814 torna sotto l’Austria e nel 1866 viene annessa al Regno d’Italia.
Fra le testimonianze sacre della storia di Andreis ci sono:   
La Chiesa di S. Daniele del Monte
Viene menzionata per la prima volta nel 1319 e viene considerata uno dei maggiori centri spirituali della zona, purtroppo adesso rimangono solo scarse tracce delle mura perimetrali, essendo stata distrutta da un fulmine nel 1806.
La chiesa di San Daniele di Monte Lupo non deve essere confusa con quella di San Daniele Monticello, fatta costruire in segno di devozione dagli abitanti di Andreis nel 1726, tuttora esistente.
Santa Maria delle Grazie
Nel corso del tempo diventa la chiesa parrocchiale di Andreis, edificata intorno al 1525, quando Andreis faceva ancora parte della pieve di Barcis, la chiesa era molto più piccola dell’attuale .
Quando furono realizzati i lavori di sostituzione del pavimento della Parrocchiale nel 1957, vennero scoperti il basamento e il perimetro di una preesistente cappella costruita in mattoni. Fino al 1651 Andreis avrebbe continuato a far parte della parrocchia di Barcis e nel 1654 si sciolsero tutti i vincoli che legavano Andreis alla chiesa matrice, così nel 1662 il comune decretava l’inizio della costruzione della nuova chiesa, i lavori durarono sette anni e l’impegno finanziario del comune fu molto grande.
Nel 1670, la nuova chiesa fu consacrata ed edificata comunque sulla preesistente. Nel 1776 subì danni per il terremoto. All’interno sono conservate diverse opere con un valore artistico: il quadro raffigurante la Madonna delle Grazie che risale ad epoche remote, questa chiesa ha uno stile romanico che però ha subito molte trasformazioni.
La casa: un unicum architettonico
Le case in questa località sono costruite in uno stile architettonico tipico che fanno del centro abitato di Andreis un “unicum” ambientale, che dopo i danni subiti dal terremoto del 1976 viene mantenuto e restaurato conservandone le caratteristiche sia esterne che iterne.
La casa tipica ha caratteristiche originali che sono ancora visibili: è costruita da due vani a piano terra, una per la cucina e l’altro leggermente più piccolo chiamata “stanzia” che funge da cantina e da dispensa.  Questi due vani sono preceduti da un porticato formato da un unico trave di legno appoggiato alle due estremità sui muri laterali e retto dal centro da una colonna di legno o da un pilastro completamente di pietra.
Il vano destinato alla cucina ha al centro una piattaforma in pietra leggermente alzata rispetto al pavimento sopra la quale viene sistemato il “fogolar”. Le camere corrispondevano ai vani del piano terreno, si accede per mezzo di una rudimentale scala che partiva da sotto il porticato delle due camere, quello sopra la cucina originalmente aveva il pavimento formato da uno strato di malta composta da calce e ghiaia, per evitare al fumo di penetrare attraverso le fessure nella camera da letto, invece la camera sopra la stanzia aveva il pavimento di sole tavole. La casa è coperta da un tetto di paglia molto inclinato che facilita lo slittamento della neve.
Adesso le impostazioni originali della “casa andreana” subirono alcune variazioni per le moderne esigenze e anche per ottenere più spazi e più camere.
 
  V.Riadis