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Comune di Budoia

Budoia

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Friuli Venezia Giulia

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Approfondimenti

Pro Loco Budoia

Storia

Scoperte archeologiche più o meno recenti testimoniano comunque di una origine di questa comunità molto antica. Addirittura qualche ricercatore parla di tribù di Liguri spintesi fino alla zona del Livenza nel 1500 a.C. Le notizie più certe sono scritte da G.A. Curioni e A. Ovio in una monografia del 1868 su “Sacile e il suo distretto”. Qui si legge che “nella valle di San Tomè” (S. Tomaso), celebre per un enorme che s’innalza perpendicolarmente per più di 200 metri, vi è un oratorio di sasso, di un’architettura che se non disvela un tempio pagano come corre la fama, ci mostra un rozzo sacello dei primi tempi cristiani.
Attorno a questa piccola chiesa, si rinvennero molti sepolcri, e varie ossa mescolate a utensili domestici e a carboni, da far supporre che ci sia all’intorno una piccola necropoli.
La villa di Budoia figura per la prima volta in un atto di donazione del 1299 e come Dardago e Santa Lucia faceva parte della signoria di Polcenigo e la stessa chiesa di Budoia dipendeva dalla più antica pieve di Santa Maria di Dardago.
Il 17 dicembre 1337 un colle in Budoia, forse quello verso il castello di Polcenigo che era allora feudo patriarcale, viene ceduto al patriarca Bertrando da Bianchino di Polcenigo.
È il visitatore apostolico De Nores a parlare della Capella di Sant’Andrea di Budoia, la tradizione racconta che in tale capella “ si celebra una volta la settimana in tempo di Quaresima nel giorno di Sant’Andrea; ha due altari, l’altare di Sant’Andrea consacrato e l’altare di S. Pellegrino non consacrato”. Il 12 dicembre 1766 il doge Alvise Mocenigo concede il permesso di celebrare la messa in Sant’Andrea sia nei giorni festivi che in quelli feriali a un cappellano del paese.
La chiesa attuale fu iniziata nel 1795 e portata a termine soltanto nel 1840, ma già dal 1834 era aperta al culto; un secolo più tardi, nel 1938 sarebbe infine diventata chiesa parrocchiale. Al interno si possono ammirare dipinti dell’udinese Lorenzo Bianchi, Lorenzo Rigo dipinse nel 1895 l’Adorazione dei Pastori e l’Apparizione di Gesù all’Apostolo Tomaso; il bergamasco Alberto Marioni Da Ponte ha lasciato invece, sul soffitto della navata, un Giudizio Universale e in una mezzaluna sulla porta principale della chiesa, un Cristo che appare alla Maddalena.
 
Per quanto riguarda “Dardago”, la villa viene ricordata nella bolla di Urbano III del 1186, mentre più tarda invece sarebbe la formazione della pieve. La stessa comunità di Dardago faceva parte della pieve di San Giovanni di Polcenigo, matrice di tutte le chiese della zona. Ma già nel 1285 troviamo che il vescovo Fulcherio di Zuccola unì la nuova pieve al capitolo decanale di Concordia. Il 26 marzo del 1311 e il 25 gennaio del 1348 la zona subì la distruzione a causa di dua terremoti e nel 1499 fu invasa dalle orde turche.
Non è nota l’origine della chiesa primitiva di Dardago, ma alcuni pievani sono ricordati dal 1299 in poi, è certo che il 15 agosto 1440 la chiesa venne riconsacrata perché vi era stato commesso un delitto con spargimento di sangue.
La chiesa attuale fu costruita nel 1786 e compiuta nel 1823, quando fu consacrata il 12 ottobre infatti nel “Annuario della Diocesi di Concordia- Pordenone” di Antonio Giacinto si legge: “molto vasta, in stile neoclassico è adorna di ricchi altari marmorei, l’altar maggiore proviene dalla chiesa demolita di S. Maria Nova di Venezia, è in stile barocco e racchiudeva una tela dell’Assunzione di Francesco Montemezzano, fu portato a Dardago nel 1801; il soffitto è stato affrescato dal veneziano Carlo Bevilacqua, che vi ha rappresentato la Vergine Assunta in Cielo, ispirata all’opera del Tiziano in S. Maria Gloriosa dei Frari a Venezia”.
Sempre a Dardago sorge l’oratorio trecentesco dedicato a S. Tomè, anche Santa Lucia appartenne, come Budoia e Dardago ai signori di Polcenigo, come si rileva all’atto d’investitura del vescovo Adalgiso di Belluno del 15 luglio 1290, la cui giurisdizione andava dal Monte Cavallo al Livenza.
Chiesa di S. Lucia in Colle, metà XVIII sec.
Santa Lucia seguì ecclesiasticamente le vicende di Dardago: dapprima faceva parte della pieve di S. Giovanni di Polcenigo e prima ancora, forse quella di S. Floriano, sopra Polcenigo si staccò da queste assieme a Dardago prima del 1285 anno nel quale come si è visto, questa pieve fu unita al capitolo concordiese.
Dalla relazione del visitatore apostolico De Nores (1584), si sa che la Cappella di S. Lucia aveva due altari, uno dedicato a questa Santa e uno a S. Antonio. Notizie su questa chiesetta si hanno fin dal 1299 e in essa si conserva una buona pala raffigurante i santi: Sebastiano, Floriano e Marco, di autore ignoto dell’Ottocento. Poiché la cappella era discosta dal centro della frazione, una nuova chiesa fu costruita nella seconda metà dell’Ottocento e benedetta il 15 dicembre del 1874.