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Comune di Frisanco

Frisanco

Via Valdestali 8 - 33080 - Frisanco (PN)
Friuli Venezia Giulia

tel: 0427 78061 fax: 0427 78062

e-mail: protocollo@com-frisanco.regione.fvg.it
pec: comune.frisanco@certgov.fvg.it
web: www.comunefrisanco.it

Storia

Frisanco è posta su un terrazzo a pendio e si distingue per la struttura a piani sovrapposti derivante dalla ripidezza del pendio.

Scarse sono le notizie su Frisanco e le sue frazioni ne vi sono precisi riferimenti sul loro insediamento. Sappiamo comunque che da queste parti passava la strada romana Julia Concordia.

Il toponimo deriva dal nome proprio germanico Freidank. In un documento del 1293 è citato per la prima volta e ci fornisce notizia di uno stabile popolamento. L’economia fu sempre basata essenzialmente su basi agricolo-pastorizie.

La frazione di Poffabro invece viene citata nel 1339. Il nome deriva da Prafabrorum e significa “prato del fabbro”, inteso come soprannome di persona. Un altro documento, di tipo notarile, del 1357 ci informa di un lascito che il signore di Maniago fa al figlio, riguardo alla decima di Pratum Fabri.

Troviamo traccia della zona negli archivi veneziani, dove ci si imbatte in alcuni documenti che supplicano le autorità di esentare Poffabro, "Commun poverissimo", dalle imposte.

Tra il 1648 e il 1650 si tiene un processo dell’Inquisizione della diocesi di Aquileia contro delle streghe che avevano tenuto un sabba nel prato di Malgustât, sulle pendici del monte Raut. Un documento menziona Frisanco dicendo: "Quella villa di Frisanco si dice esser il nido particolar delle strege".

La Chiesa di San Nicolò di Poffabro ottiene nel 1663 completa autonomia dalla pieve di San Mauro di Maniago.

Con la caduta di Venezia e la seconda occupazione francese, anche il territorio di Frisanco subisce la ristrutturazione amministrativa. Il 28 settembre 1810 Poffabro cessa di essere autonomo e viene accorpato nel comune di Frisanco che diventa capoluogo della Val Colvera.

Con l’unione all’Italia del 1866 le dure condizioni di vita ed isolamento non mutano ancora. Nel 1873 si verifica una serie di epidemie di tifo e vaiolo che decimano la popolazione, che viene resa sempre più esigua anche dalla massiccia emigrazione. Solo nel 1888 si aprirà una vera strada che congiungerà la valle alla pianura.

Negli anni ’30, a Poffabro il parroco Don Tranquillo Miniutti si attiva, su richiesta dei capi famiglia, per creare una latteria. Dopo alcune riunioni presso la sede della Società Operaia di Poffabro, il 24 ottobre 1932 nasce la “Latteria Sociale di Poffabro” a cui partecipano gli abitanti delle località di Poffabro, Casasola, Val di Frina, Colvere, Pian delle Merie e Borgo Rioni. Nell’aprile del 1933 viene inaugurata la sede della latteria.

Le risorse del comune furono sempre modeste e gli abitanti dovettero emigrare in cerca di lavoro.

Poffabro, nel comune di Frisanco, nel 2003 è stato annoverato dal FAI tra i cento borghi più belli d’Italia.