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Comune di Maniago

Maniago

Piazza Italia 18 - 33085 - Maniago (PN)
Friuli Venezia Giulia

tel: 0427 707222 fax: 0427 707200

e-mail: segreteria@maniago.it
pec: comune.maniago@certgov.fvg.it
web: www.comune.maniago.pn.it

Approfondimenti

Associazione Lis Aganis
Ennio Di Bortolo

Storia

L’etimologia del nome deriva dal prediale latino Manilius più il suffisso in –acu. Le origini del nucleo abitato sono molto antiche. Però le prime notizie ufficiali risalgono quando l’imperatore Ottone II di Germania con un diploma datato da Ravenna 12 gennaio 981 conferma alla Chiesa di Aquileia i possedimenti della corte, del monte e della pieve di Maniago di cui definisce i confini.

Nel 1195 i signori di Maniago ottennero l’investitura dal Patriarca di Aquileia e ne conservarono il possesso con giurisdizione civile sino al 1420. Del castello attorno a cui si era formato un nucleo abitato rimangono ancora qualche testimonianza di vicende gloriose.

Questo era di notevoli proporzioni comprendeva la Casa del Patriarca, le abitazioni dei signori di Maniago e tre torri.
Nel 1216 Ezzelino da Romano e Vecellone da Camino con i loro armati tentarono di prendere il castello ma furono respinti con gravi perdite.

Nel 1309 Enrico di Prampero e Gulatierpertoldo da Spilimbergo assieme a quelli di Fanna piombarono su Maniago, bruciarono il paese e assaltarono il maniero: il conte di Montepace che vi soggiornava con alcuni armati del Patriarca, respinse gli assedianti infliggendo loro gravi perdite.

In seguito i di Maniago fecero pace con i feudatari vicini, e nel 1335 il Patriarca Bertrando concesse a loro tutti i diritti feudali con la Casa del Patriarca. Nel 1377 essi ottennero l’investitura dei castello diventando così conti.

Nel 1363 il duca d’Austria con i ribelli della Patria del Friuli devastarono il territorio di Maniago fin sotto il castello. Dal 1395 al 1397 Maniago prese parte alle lotte intestine per il conferimento del Patriarcato al Cardinale Filippo d’Alençon schierandosi contro il cardinale francese.

I Carrara, signori di Padova, con molti armati invasero per tre volte il territorio di Maniago, ma gli abitanti guidati dai conti Luchino, Odorico e Bartolomeo, respinsero gli attaccanti dopo una sanguinosa lotta.

Il Carrara rimase ucciso assieme a 120 uomini, mentre 300 furono i feriti. In quei anni, gli armati Maniaghesi, conquistarono e saccheggiarono 12 paesi alleati al Patriarca. Essi furono scomunicati dal Patriarca d’Alençon (1386) e perdettero i loro beni. Il nuovo patriarca Giovanni V, nel 1393, restituì loro ogni avere.

Nel 1420 giurarono fedeltà a Venezia e, per l’incursione turca del 1477, rinforzarono il Castello. Per le scosse dei terremoti a partire da quella terribile del 26 marzo 1511 il maniero ne risentì notevolmente finché verso il 1630 fu definitivamente abbandonato

Dal 1420 Maniago seguì le sorti del Friuli, partecipando attivamente ai moti insurrezionali del Risorgimento sino alla sua annessione al Regno d’Italia nel 1866.

Nella seconda metà del Novecento, a Maniago è decollata in maniera consistente l’antica arte della fabbricazione dei coltelli, passando da piccola realtà artigianale a affermata realtà industriale.