Portale Nordest
 mobile

Comune di San Vito al Tagliamento

San Vito al Tagliamento

Piazza del Popolo 38 - 33078 - San Vito al Tagliamento (PN)
Friuli Venezia Giulia

tel: 0434 842911 fax: 0434 842981

e-mail: raffaella.braida@com-san-vito-al-tagliamento.regione.fvg.it
pec: comune.sanvitoaltagliamento@certgov.fvg.it
web: www.comune.san-vito-al-tagliamento.pn.it

Aziende del comune

Color Discount s.r.l.

Approfondimenti

Sagra del Pan-Zal

Storia

Le prime note storiche di S. Vito risalgono al 593 d.C.
In epoca romana sarebbe stata chiamata Castrum Veneris; il nome attuale della città fu posto nell’VIII secolo dagli Ottoni e potrebbe essere un falso adattamento dell’etimologia latina vicus “villaggio” che in friulano dà regolarmente vit.

Ottone II, imperatore di Germania donò la zona al Patriarca di Aquileia Rodoaldo (983). Nel 1155 esisteva già un castello dove intono sorsero le prima case e i primi palazzi di stile romanico formando il nucleo del paese. Nei palazzi abitavano i feudatari, negli abituri la plebe e fuori le mura i contadini in capanne costruite con mattoni crudi e paglia.

L’antico castello era limitato da alte mura merlate. A motivo delle lotte nel Friuli il maniero fu distrutto nel 1246 e nel 1249. Il Patriarca Gregorio da Montelongo (1251- 69) lo ripristinò e gli diede incremento. Mentre nel 1277 il Patriarca Della Torre fece costruire le due torri ancora esistenti ed il palazzo Patriarcale. Lungo le mura all’esterno passava (ancora visibile) un fossato costeggiando il terreno detto Patriarcato dando così al castello una forma quadrangolare.

Il maniero venne sempre più fortificato e ingrandito. Nel 1309 fu assediato da conte di Gorizia e gli abitanti dovettero, dopo strenua resistenza, arrendersi. In seguito all’invasione del Friuli da parte di Rodolfo IV duca d’Austria, il castello di S. Vito fu il centro delle operazioni del Patriarca ed invano gli austriaci cercarono di prenderlo. Tornata la pace il Patriarca Marquardo di Randek convocò il Parlamento Friulano nella sala del palazzo Patriarcale (1366).

Nelle lotte all’epoca del Patriarca commendatario Filippo d’Alençon, i Carraresi presero S. Vito (1385) ma in seguito i nemici furono cacciati. Nel 1420 passò a Venezia conservando i privilegi e gli statuti, e per S. Vito cominciò un periodo florido specialmente nel campo dell’agricoltura e dell’artigianato, di pari passo la cittadina si sviluppò e si abbellì. La sua storia poi si identifica con quella degli altri comuni limitrofi nelle varie vicende dell’unificazione nazionale e delle due guerre mondiali

Oggi S. Vito al Tagliamento, oltre all’agricoltura a all’artigianato si è aggiunto da alcuni anni un ragguardevole polo industriale.