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Comune di Rosolina

Rosolina

Viale Marconi 24 - 45010 - Rosolina (RO)
Veneto

tel: 0426 340193 fax: 0426 664285

e-mail: segretariocomunale@comune.rosolina.ro.it
pec: protocollo.comune.rosolina@pec.tuni.it
web: www.comune.rosolina.ro.it

Storia

A settentrione del delta del Po delimitato a Nord dal fiume Adige, a Sud dell’arteria fluviale costituita dal Po di Levante, ad Est dalle acque dell’Adriatico e ad ovest dal canale Po di Brondolo, si stende tra gli orti e l’ambiente unico ed irripetibile dell’immensa laguna di Caleri e delle valli da pesca, il territorio del comune di Rosolina.
Si tratta di una terra con una superficie di 73,01kmq attraversata con andamento Nord-Sud, da quattro dei sette cordoni di dune fossili esistenti nel Delta, terra in parte antichissima ed in parte di recente formazione. Il cordone più importante ed imponente è quello di epoca etrusco-romana con dune di sabbia, chiamate “montoni” o “monti de sabia”, che superavano anche l’altezza di dieci metri, coperti di macchia mediterranea. Su questi rilievi, unico terreno sicuro in una zona paludosa, correva una strada romana, descritta nella tavola Peutingeriana del IV sec. d.C. che raggiungeva una mansio “Fossis” nelle vicinanze dell’Adige e volgendo ad Ovest, proseguiva alla volta di Altino. Tale via, chiamata “strada romana” anche in tempi recenti, aveva origine nei pressi di Ariano nel Polesine distaccandosi dal tracciato della via Popilia (costruita dal console Publio Popilio nel 132 a.C. per congiungere Rimini ad Adria).
Solo dalla metà del XII secolo, dopo la rotta di Ficarolo, il corso del fiume Po si divise in due rami principali, uno di questi sfociò a Rosolina e le torbide trasportate iniziarono a far avanzare la costa formando l’attuale territorio. Il ramo fu chiamato Po delle Fornaci e originò i tre rami di Tramontana, Levante e Scirocco. Dal Po di Tramontana, che sfociava all’altezza di piazza San Giorgio a Rosolina Mare (località storicamente chiamata “Boccavecchia”), si dipartirono il ramo di Caleri (odierno porto) e altri minori; mentre dal Po di Levante si diramò la Bocchetta o Po della Barca (porto Pozzatini-Albarella).
Nonostante il taglio del Po a Porto Viro avvenuto il 16 settembre 1604, che deviò il fiume nella Sacca di Goro, i detriti trasportati minacciavano l’interramento dei porti meridionali della laguna e si rese perciò necessario intestare il Po di Fornaci (1645) impedendo l’afflusso delle acque verso Rosolina limitandone l’aumento del territorio.
Con la formazione di nuovi territori la repubblica di Venezia li confiscava e li assegnava con aste pubbliche. Se li aggiudicarono i nobili veneti tanto da lasciare traccia dei nomi delle casate nelle varie località: Ca’ Diedo, Ca’ Morosini, Moceniga, Veniera, Sagreda e altri ancora.
Rosolina, da sempre integrata con Loreo, diviene indipendente nel 1806, nell’alternarsi con il dominio francese e austriaco dopo la caduta di Venezia; si riaggrega a Loreo nel 1811, ritorna Comune nel 1816 e diviene, ancora una volta, frazione di Loreo nel 1929; ritornerà ad avere l’autonomia comunale soltanto nel 1948.
Il tessuto economico locale ha conosciuto il suo primo benessere dopo il 1951 con le colture orticole e soltanto nel 1963 è iniziato anche lo sviluppo turistico del litorale di Rosolina Mare, seguito, più tardi, da quello dell’Isola di Albarella. Con lo sviluppo turistico Rosolina ha iniziato, grazie alla laboriosità dei suoi abitanti, a conoscere un relativo benessere tanto da arrivare a rappresentare la provincia di Rovigo, in occasione della celebrazione del 40° anniversario della fondazione della repubblica tenutasi a Roma nel 1987, alla mostra convegno dei “100 Comuni della piccola grande Italia”.
Significativo il gemellaggio tra il Comune di Rosolina e il Comune di Taicang, Provincia dello Jiangsu della Repubblica Popolare della Cina, protocollo siglato nell’anno 2000, per una relazione di amicizia tra le due città.
Rosolina è un centro con più di 6.300 abitanti. Nella piazza spicca, con linee sobrie, la chiesa dedicata a Sant’Antonio di Padova, eretta da Matteo Sanudo, Procuratore di San Marco, ed elevata a Parrocchiale nel 1670. Restaurata ed ampliata nei primi decenni del 1800 e del 1900, ha la sacrestia danneggiata da un incendio nel 1982. E’ stata sostituita dalla nuova Parrocchiale, inaugurata nel 1989 ( progettisti architetti Umberto Facchini e Paolo Bandiera) dove è custodita la settecentesca statua in marmo di Carrara della Beata Vergine, originariamente venerata nella chiesetta della località Moceniga, attribuita alla scuola del Bonazza ed un quadro con rappresentata una maternità del 1600 di scuola emiliana; vi si trovano anche apprezzabili opere d’arte moderna, come la grande croce sopra l’altare maggiore, la raffinata Via Crucis (opera di Luciano Scarpante) e un dipinto dei discepoli di Emmaus in un paesaggio di Rosolina della prof. Anna Maria Canella di Padova. Nel territorio è da rilevare la presenza della chiesetta dedicata alla Beata Vergine della Concezione in Moceniga eretta - a seguito di richiesta del 1782 - dai Mocenigo nel 1789; l’Oratorio dei Santi Filippo e Giacomo a Bozzatini (ora Pozzatini) eretto nel 1722 dai signori Vianelli – oggi chiamato Oratorio Mazzucco, recentemente restaurato – ed infine ad Albarella troviamo Villa Ca’ Tiepolo (già Ca’ Vianelli) – costruzione settecentesca (data di compimento segnata all’interno sulla chiave di volta della finestra centrale – 1772 - ) - restaurata nel 1972 probabilmente usata come casino di caccia; presenta un interessante prospetto principale sormontato da ampio fastigio con frontone curvilineo e timpano liscio.