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Comune di San Biagio di Callalta

San Biagio di Callalta

Via Postumia Centro 71 - 31048 - San Biagio di Callalta (TV)
Veneto

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Storia

Nel territorio di San Biagio di Callalta sono venuti alla luce reperti risalenti al periodo paleoveneto. Il primo agglomerato della futura S.Biagio cominciò ad acquisire importanza con i Romani e con la costruzione della via che lo attraversava. Molte vestigia risalenti a quell'epoca sono state rinvenute in vari siti: frammenti fittili a Rovarè, un'anfora vinaria ed un'urna funeraria a Spercenigo, una tomba ad incinerazione a Ca'Lion. 
San Biagio deve il suo nome sia alla devozione del santo omonimo (vescovo e martire) sia alla strada militare "Callis Alta" (l'odierna SS.53 'Postumia'), costruita in epoca tardo romana, dopo che era stato cancellato il tracciato dell'antica via che univa i municipi di Tarvisium e Opitergium. 
In epoca tardo romana (III-IV secolo d.C.) sono nominati due siti presenti nel territorio di S.Biagio: Prandecinum (dove secondo la leggenda sorgeva la 'Fortezza di Prando', soldato di Altino) corrispondente all'attuale Rovarè, e Caurillium (probabilmente 'recinto o pascolo per le capre') corrispondente all'attuale Cavrie. 
Con l'avvento del cristianesimo, nei due siti sorgono due chiese: S.Maria de Caurillium, una delle prime chiese nominate come appartenenti alla nuova Diocesi di Tarvisium e S.Lorenzo a Prandecino, distrutta nei primi decenni del 1800. A Rovarè si tiene ancora oggi l'antichissima Fiera di S.Lorenzo . 
Altre antiche chiese nel territorio di S.Biagio sono S.Martino (in basso a sinistra), S.Floriano (a destra), S.Menna (in alto a destra), S.Sisto a Nerbon (in basso a destra), ora dedicata al Redentore, costruita sopra un tumulo precedente, la chiesa di Spercenigo e la vecchia pieve di S.Biagio (in alto a sinistra), costruita alla fine del 1300 e oggi in rovina. 
Sul finire del X secolo, i territori della futura S.Biagio fanno parte della zona d'influenza della potente Abbazia di Monastier. L'opera dei benedettini portò allo sviluppo degli abitati di Rovarè, Fagarè e S.Andrea di Barbarana. 
Nel 1314 la pieve conosciuta come 'Caurille' si sposta a sud della 'Callis Alta', strada militare e argine a difesa dalle inondazioni del Piave, e prende il no me di 'Sancti Blasi de Cornudella' ad in dicare una biforcazione della strada stessa. 
La Callalta divideva il territorio di S.Biagio in due parti: la parte a Nord apparteneva alla Zosagna di Sopra e comprendeva le località di Cavrie, Valdrigo, Camporocoler, S.Biagio, Campolongo, Fagarè, Volta di Fagarè e Villatella, la parte a Sud apparteneva all a Zosagna di Sotto e comprendeva Spercenigo, Bagnon, Rovarè, Riva de Perdencin, Nerbon, S.Florian e Villa Cucca. 
Durante il periodo di appartenenza alla Repubblica di Venezia S.Biagio godette di relativa tranquillità e sul suo territorio furono costruite magnifiche ville, erette dai nobili e dai patrizi della Serenissima. Alcune di esse sono sopravvissute fino ai giorni nostri: Villa Navagero-Erizzo a Rovarè costruita alla fine del '600 (al centro), Villa Mariani e Villa Marzotto-Caotorta a Spercenigo (a destra) e Villa De Rossi a Cavrie (a sinistra). Il più splendido esempio, purtroppo perduto, era la Villa da Lezze a Rovarè .