Portale Nordest
 mobile

Comune di San Dorligo della Valle - Dolina

San Dorligo della Valle - Dolina

Loc. Dolina 270 - 34018 - San Dorligo della Valle - Dolina (TS)
Friuli Venezia Giulia

tel: 040 8329111 fax: 040 228874

e-mail: segreteria-tajnistvo@com-san-dorligo-della-valle.regione.fvg.it
pec: comune-obcina.sandorligodellavalle-dolina@certgov.fvg.it
web: www.comune.san-dorligo-della-valle.ts.it

Approfondimenti

Cascata del torrente Rosandra
Rifugio Mario Premuda

Storia

La zona era abitata sin. dal neolitico come dimostrano i numerosi reperti ritrovati nella Grotta delle Gallerie (Pecina pol Steno). Più tardi, nell’età del bronzo, anche altre grotte della Val Rosandra cominciarono ad essere abitate.

In seguito sorsero i castellieri a quota 456 sul Monte Carso con una circonferenza di m 1700. Altri ne sorsero a quota 239 (Sv. Mihel) sopra Bagnoli della Rosandra (Boljune) e a quota 158, Monte d’Oro (Dolga Krona). Nel II sec. d. C. fu occupata dai Romani poi nel VI e VIII dai Longobardi e da Franchi quindi fu dominio dei Patriarchi d Aquileia.

Nel X secolo questo territorio fu donato al Vescovo di Trieste. I vescovi vi esercitarono il potere politico e giudiziario fino al 1295, quando vendettero i propri diritti al Comune di Trieste.

Conservarono soltanto la bassa giurisdizione e di diritti feudali (fino al 1849), mentre dal 1511 al 1811 l’alta giurisdizione fu esercitata dai signori di S. Servolo (Socerb).

Dopo la prima guerra mondiale il comune divenne presto teatro di scorrerie fasciste che in occasione delle elezioni del 1921 accompagnati da un reparto dell’esercito bruciarono una parte del villaggio di Caresana e uccisero un contadino. Precoce fu così la resistenza al regime, che negli anni 1927-30 fu guidata dalla organizzazione clandestina Tigr.

Nella seconda guerra mondiale la popolazione cominciò per tempo a prendere parte al movimento partigiano e Ivan Sancio-Jovo (1913-1942) di S. Dorligo fu già nell’estate del 1941 tra i primi sette partigiani della Venezia Giulia.

In seguito le adesioni al Fronte di liberazione si moltiplicarono e molti entrarono nell’esercito di liberazione sloveno. A guerra finita si contarono 168 caduti. La parete alta del comune fu liberata il 30 aprile 1945 dall’VIII brigata dalmata la parte bassa il I maggio dalla III brigata dalmata.

Oggi, parte del territorio comunale è compreso nella Zona industriale di Trieste e su di esso sono stati costruiti depositi e la stazione di partenza dell’Oleodotto Transalpino Trieste - Ingolstadt (1970).