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Comune di Attimis

Attimis

Piazza Aldo Moro, 12 - 33040 - Attimis (UD)
Friuli Venezia Giulia

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Approfondimenti

Castello di Partistagno, Attimis
Chiesa di S.Antonio Abate, Forame di Attimis
Madonna delle Sesule, Porzus
Museo archeologico medievale di Attimis

Storia

La nascita di Attimis, anche in relazione al suo toponimo d’origine né celtica, né romana, viene considerata antichissima. I documenti testimoniano che in epoca longobarda era sede di una delle “arimannie”, cioè di quelle costruzioni militari che i duchi longobardi facevano costruire allo sbocco delle valli orientali per evitare gli eventuali assalti delle popolazioni slave.
Il territorio di Attimis si trova in un documento scritto del 1106 dove vengono nominati la Villa e il Villaggio sottoposti al Castello di Attems. Questo castello fu un possedimento del vescovo di Salisburgo Bertoldo, figlio di Burcario di Noosburg, il quale, nello stesso documento già citato, dona i possedimenti in Friuli alla nipote Matilde e a suo marito Corrado.
Questo documento si riferisce al Castello Superiore, più antico di quello Inferiore, esistente già prima del 1025. Il Castello superiore dipendeva direttamente dall’Imperatore e faceva parte dello stesso sistema difensivo del Castello di Partistagno, entrambi sotto il controllo della famiglia di Noosburg. Non molto tempo dopo nel 1170 i territori circostanti del Castello di Attems, e cioè la stessa villa , i castelli di Partistagno, Cergneu, Nimis ed Ariis passarono nelle mani del Patriarca Voldorico, figlio di Corrado e Matilde, il quale le donò alla Chiesa d’Aquileia.
A sua volta il Patriarca di Aquileia assegna il Castello d’Attems ai fedeli vassalli Arbeno ed Enrico e il Castello di Partistagno ai signori di Faedis. C’è l’ipotesi che da Arbeno ed Enrico siano discesi i due rami della famiglia d’Attems, i quali in seguito vennero in disaccordo fra loro, tanto che si rese necessaria nel 1250-1260 la costruzione di un secondo castello l’Inferiore già citato. Nel 1295 i Signori d’Attems, di Camino Valvasone, Cucagna ed altri inziarono una grande guerra contro il Patriarca Raimondo della torre, lotta che ebbe effetti devastanti per la popolazione davanti a tanta violenza.
Nel XIV secolo le lotte fra i due rami degli Attems inserirono potenze di vasta importanza fra queste la nascente forza della Città di Udine, che nel 1387 diede in prestito al Castello Superiore una bombarda contro il Castello Inferiore. Anche la Repubblica Veneta da il suo contributo in queste diatribe. Attimis da questo momento ebbe uno sviluppo lento ma tranquillo, legato soprattutto alla capacità del buon governo dei signori feudali. Infatti è in questo secolo che Attimis ebbe una costituzione comunale con l’interesse di trattare i pubblici affari in concomitanza con i Signori di Attems e con il Capitano di Tricesimo.
Nel corso del tempo i castelli di Attimis persero importanza e vennero smantellati e distrutti. La torre di segnalazione, presumibilmente romana, ora campanile della chiesetta nella frazione di Racchiuso, resta a testimonianza della strada che collegava Forum Iulii a Glemona, fatto di primaria importanza in tempo antico, ma dal XV secolo tagliata fuori dalle grandi vie commerciali e di comunicazione.
Questi due piccoli fortilizi collocati in luoghi periferici e isolati praticamente in cima ad un monte, dove oggi si trovano solo i resti, furono protagonisti di avvenimenti abbastanza importanti durante i secoli XI e XV.
Nel 1973-74 furono realizzati degli scavi abbastanza approfonditi intorno ai resti del Castello Superiore, poi negli anni successivi, a opera della marchesa Pallavicino d’Attems, è stata eseguita una campagna di scavo che ha ulteriormente chiarito la planimetria del fortilizio. Questo fortilizio aveva una grande torre a forma pentagonale, lo spessore dei muri è di 2,50 m. e racchiude un vano dove si aprono poche feritorie. C’era una seconda torre volta a ponente e dai resti visibili si possono supporre due muri che circondavano il fortilizio, però questa costruzione è di planimetria difficilmente definibile con esattezza.
Anche il fortilizio inferiore si trova in uno stato di demolizione per cui ci sono delle supposizioni circa la sua planimetria: aveva una centa di mura e delle piccole torre di guardia. È probabile, che una specola fosse insediata su questo colle in tempo romano a controllo della sottostante strada Cividale-Glemona e che il fortilizio di tempo ottoniano sia sorto sui resti di tale specola, come avvenne per tanti altri fortilizi del Friuli.
Nel territorio della frazione di Racchiuso si trovano ancora oggi i resti del Castello di Partistagno che probabilmente sorse nel luogo dove i romani avevano costruito una torre. La storia di questo castello è considerata parallela a quella dei vicini castelli di Attimis, anche se i proprietari erano di un altro casato. Dunque è una storia antichissima iniziata già nell’anno mille e proseguita fra diverse vicende fino al XVI secolo, ci sono documenti che attestano che vennero usati i coppi del castello per ricoprire i tetti del paese di Ronchis di Faedis nell’anno 1642.
I resti ancora incerti del mastio e della torre sono visibili dalla strada che collega Attimis da Faedis. Nel muro della facciata di ponente si aprono interessanti bifore, vicino alla torre è stata costruita nel XV e XVI secolo una chiesetta dedicata a S. Osvaldo la cui absidiola, apparteneva ad un sacello romanico, il vano semicircolare è tutto affrescato. Gli studi attribuiscono questi affreschi a Vitale da Bologna (XIVsec.), è certo che sotto questi affreschi si trova l’intonaco più antico appartenente al XII secolo. Purtroppo questo ciclo di affreschi è molto deteriorato sia per l’umidità sia per i danni che il terremoto del 1976 ha portato alle strutture, aprendo crepe nei muri e nel tetto.
Sempre nella frazione di Racchiuso, sul campanile che in origine era una vedetta militare, c’è un’iscrizione molto importante per il Friuli: risale al 1103 e viene considerata il più antico documento della lingua friulana. Accanto a questo famoso campanile con l’iscrizione c’era la chiesetta di S. Silvestro, ora in parte demolita ma con l’abside intatta da cui è stata ricavata una cappelletta. Il coro di questa chiesetta ha un’interessante ciclo di affreschi, opera di Paolo Thanner, conosciuto anche come Zuan Paolo Tonero, vissuto nella prima mettà del Cinquecento, il quale ha lasciato numerose opere sparse un po’ per tutto il friuli.
Nel centro di Attimis sorge la Villa Strassoldo e il ricamo in ferro battuto posto sopra il cancello esterno dimostra la raffinatezza di questa famiglia. La costruzione della Villa risulta da un insieme di opere di epoche diverse, la più antica probabilmente risale al XVIII secolo, le più moderne al primo dopoguerra. L’insieme dell’edificio si trova inserito in un bosco che circonda tutto il complesso, compresa la chiesetta di S. Giuseppe che si trova isolata in mezzo al cortile.
Villa Attimis, Strassoldo XVII sec.
In questo oratorio edificato nel 1624, è custodito un grande altare ligneo di tipo Cinquecentesco, sostenuto da semplici colonnine con nel mezzo una nicchia dove si trova una pregevole pala. Quest’opera è attribuita a Nicolò Renieri vissuto nel 1590-1667, la pala è stata restaurata di recente, durante l’ultimo conflitto questo oratorio fu occupato dai cosacchi i quali provocarono grossi danni alla popolazione e che si erano accampati ad Attimis.
Nella frazione di Forame c’è la Chiesa di S. Antonio Abate risalente al XV secolo ma fortemente modificata nei secoli successivi. Gli altari lignei appartengono alla scuola slovena di intaglio, questa forma di intaglio ebbe pieno sviluppo nella seconda metà del Seicento e molte chiese friulane si dotarono di altari di questo tipo. Anche qua gli affreschi che si trovano nelle pareti vengono attribuiti a Paolo Thanner.
Attimis fa parte della Comunità Montana delle Valli del Torre. Queste istituzioni sono sorte in tutto il Friuli con la finalità di tutelare i beni ambientali, culturali e tradizionali dei paesi che ne fanno parte e così incrementare lo sviluppo economico e sociale.
 
 
V.Riadis