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Comune di Basiliano

Basiliano

Piazza del Municipio, 1 - 33031 - Basiliano (UD)
Friuli Venezia Giulia

tel: 0432 838111 fax: 0432 838110

e-mail: sindaco@com-basiliano.regione.fvg.it
pec: comune.basiliano@certgov.fvg.it
web: www.comune.basiliano.ud.it

Approfondimenti

Silvio Olivo

Storia

Basiliano, che fino al 1923 si chiamava Pasian Sclanovesco, è certamente di origine romana. Infatti, secondo lo studioso Frau, potrebbe essere una delle “duas Basilicas” del 762, conosciuta come la località di Basagliapenta l’attuale frazione; in questo caso Basiliano sarebbe un aggettivo, cioè “basilicanus” che ha attinenza con la chiesa. Il nome Sclavonesco è da ritenersi legato ad una colonia di slavi lì emigratri.
Questa località esisteva in epoca romana; duranti i lavori di sistemazione del cosiddetto “ciasteo” di Villaorba, probabilmente fortificazione legata al sistema difensivo di Aquileia contro le incursioni dal Nord dei barbari, furono rinvenuti numerosi reperti: resti di armi e suppellettili i quali affermano l’attività fiorente del centro in quel periodo.
Dopo i secoli bui delle invasioni barbariche, attorno al X e XII secolo si costruirono nella zona parecchi castelli fortificati. A Variano si trova il Castello di Villalta, il maniero, “Castra Variani siva Spellagalli”, fu costruito nel 1288 da Randolfo di Villalta, decano di Aquileia, insieme ai fratelli Enrico, Federico e detalmo con autorizzazione del Patriarca Raimondo della Torre. Terminato nel 1284, dovette seguire l’attacco di Gerardo da Camino che, a capo di molti altri signori delle zone vicine, tempestava le mura con macchine d’urto. Con il trattato di pace, nel 1298 fu lo stesso patriarca Raimondo della Torre che mandò le milizie e smantellare il maniero, probabilmente per fiaccare definitivamente le pretese di espansione di quei signori, il castello di Variano non ebbe modo di risorgere. Molti studiosi presumono che sul colle di Variano sorgesse un preistorico castelliere.
La posizione geografica ha fatto di Basiliano e del suo territorio un luogo facilmente preda degli invasori e delle lotte fra i vari signori che reggevano  i centri maggiori della Patria del Friuli, tra i quali primeggiavano quelli di Cividale e di Venzone. Nel X secolo arrivarono gli Ungari e nel 1388 Pasian Sclanovesco fu saccheggiato ad opera delle truppe del Carrara che assediavano Udine; altri saccheggi avvennero nel 1411 da parte dei Cividalesi e degli Ungheresi, alla fine del XV secolo arrivarono i Turchi che fecero schiavi parecchi abitanti della zona.
La devastazione più grande e rovinosa fu provocata dagli Ungari, dopo il loro passaggio le campagne apparvero spopolate, le ville e i villaggi arsi, i raccolti perduti. Per far fronte a questa situazione i giurisdicenti furono costretti a ricorrere ad immigrazioni forzate di popolazioni di lingua slava e tedesca. Basiliano o Pasian Sclavonesco, non è solo il villaggio che divenne parte dell’impresa chiamata “via ungaresca”.
Basiliano è presente nelle vicende del Risorgimento italiano: il parroco di Bicinicco, Gio Batta Savorgnan, fu arrestato per aver benedetto, il 9 aprile del 1848, la bandiera italiana e gli armati che correvano alla difesa di Venezia. Il territorio di questo comune passò all’Italia nel 1866 e durante la Prima Guerra Mondiale divenne un punto importante nello schieramento delle truppe italiane che si stanziavano prima di raggiungere il fronte. Divenne centro ferroviario; alla stazione di Basiliano giunse re Vittorio Emanuele nelle sue visite alle truppe.
La stessa zona fu teatro della cosiddetta “ Battaglia delle statue” il 29 ottobre del 1917. Durante la ritirata di Caporetto alcuni reggimenti di cavalleria italiana si attestarono a Basiliano per contrastare l’avanzata nemica che respinsero con varie cariche, ritirandosi poi gradatamente per dar tempo alle truppe italiane di riparare oltre le linee di difesa stabilite sul Piave. Durante l’ultima guerra Basiliano fu zona che, per prima, in Friuli conobbe i bombardamenti degli Alleati che causarono diverse vittime e numerose distruzioni, in questo fu determinante la presenza della stazione ferroviaria. L’opera di ricostruzione avvenne subito dopo la fine della guerra.
Oggi Basiliano può vantare una buona economia ed un benessere generalizzato, i suoi abitanti si dedicano attivamente alla coltivazione dei campi. Sulla piazza principale c’è il Monumento ai Caduti di Aurelio Mistruzzi, nativo di Basiliano. Secondo lo storico Titto Miotti il campanile di Basiliano sarebbe stato costruito sui resti di un’antica torre medievale.