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Comune di Bicinicco

Bicinicco

Via Palmanova, 12 - 33050 - Bicinicco (UD)
Friuli Venezia Giulia

tel: 0432 990026 fax: 0432 990768

e-mail: fv.segreteria@com-bicinicco.regione.fvg.it
pec: comune.bicinicco@certgov.fvg.it
web: www.comune.bicinicco.ud.it

Approfondimenti

A.N.A. Associazione Nazionale Alpini - Gruppo Bicinicco, Gris e Cuccana

Storia

Come la maggior parte dei nomi dei paesi posti in questa zona del Friuli, storicamente legati fra di loro dalle medesime vicende, anche il nome di Bicinicco ha origine romana, probabilmente deriva da quello di “Beccinius”, antico proprietario del luogo, le sue frazioni sono Griis, Cuccagna e Felettis. Griis parrebbe derivare dalla lingua tedesca “griez” che vuol dire ghiaia per indicare la povertà della terra.
Nel settembre dell’anno 1166 Alrico di Attems, già marchese di Toscana, cedette i feudi al patriarca Ulrico affinchè ne investisse la figlia Luicarda e lo sposo Enrico di Manzano assieme al loro figlio Corrado. Il feudo comprendeva i villaggi di Tissano, S. Stefano, Perseriano, Magred e Grisinan.
A questo atto di investitura, conferito sotto il tiglio della Curia della città di Cividal, furono testimoni molte persone, “alcune si distinguevano per dignità ecclesiastica, altre per nobiltà”, come viene riferito dai documenti. Griis è citato in un documento nel 1222 come Greyes, e in un altro scritto citato dallo storico Joppi datato nel 1295 si legge: “Ville Greyes et Cucane subiecte quartesio plebani Lavariani”. Si deduce quindi che anticamente questa località fosse filiale della pieve di Lavariano insieme a Cuccana e Bicinicco, è documentato che nel secolo XV (anno 1415) Griis dipendeva dai signori di Castello e Tarcento.
Gli archivi ecclesiastici sono una fonte importante di notizie e di date, infatti le parrocchie sono da sempre custodi della vita del paese con l’annotazione puntuale di quasi tutti i fatti pubblici e privati accaduti nel loro territorio. È proprio dalla descrizione della visita pastorale fatta dal Vescovo a Griis nell’anno 1606  che si afferma che già la Chiesa di S.  Andrea era tutta dipinta e c’erano il battistero, ora nella nuova parrocchiale, ed un altare ligneo di cui oggi rimane l’icona di S. Andrea.
La chiesetta votiva di S. Andrea, fino a pochi anni fa parrocchiale del paese, rappresenta un unicum in Friuli, è infatti affrescata in tutte le sue pareti e dimostra, in tal modo, come dovevano essere molte delle chiesette votive che ancora numerosissime esistevano prima del terremoto del 1976. Questa chiesetta presenta all’esterno la struttura architettonica tipica di questi edifici: facciata liscia con il campanile a vela e dimensioni ridotte. All’interno invece sulla navata sinistra sono dipinte, in vari scomparti, scene della vita dei progenitori e storie di Noe. Un particolare è che in un riquadro don la data 1531 ci sono i ritratti del parroco e degli uomini di Griis, nel coro e nel sottoarco teorie di Santi e Dottori della Chiesa.
Nella parete interna della facciata c’è una fantasiosa raffigurazione del Paradiso e dell’inferno, si può definire questo affresco una “Bibbia Pauperum”,  la Bibbia spiegata al popolo con immagini particolarmente colorite e facilmente comprensibili appunto quello dei contadini che frequentavano la chiesa. L’autore di questo ciclo di affreschi dovrebbe essere il pittore udinese Arsenio Negro, probabilmente aiutato dal padre, il veneziano Gaspare Negro, e da qualche altro collaboratore. Nella raffigurazione del inferno c’è una figura demoniaca, “cernunnos” che risale ad una antica divinità gallica che nelle mascherate religiose e nell’iconografia sacra del medioevo divenne il diavolo.
Il comune di Bicinicco, come la maggior parte dei paesi di questa zona, è vissuto nei secoli della produzione agricola e dell’allevamento di animali da cotile e bovini. A Griis i coltivatori del tabacco si sono consociati costituendo l’Associazione Tabacchicoltori del Friuli con sede annessa allo stabilimento.