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Comune di Fiumicello

Fiumicello

Via Gramsci 8 - 33050 - Fiumicello (UD)
Friuli Venezia Giulia

tel: 0431 972711 fax: 0431 969261

e-mail: segretario@comune.fiumicello.ud.it
pec: comune.fiumicello@certgov.fvg.it
web: www.comune.fiumicello.ud.it

Approfondimenti

Ivan Bidoli

Storia

La storia di Fiumicello si identifica con quella di Aquileia di cui faceva parte anticamente come borgo. Il nome deriva dal latino Flumen, dovuto certamente ai numerosi fiumi della zona. Lo troviamo citato per la prima volta come Fiumisèl in un atto del 1174.   La sua storia ha seguito tutte le vicende di Aquileia, godendo del suo splendore e subendo le distruizioni delle varie invasioni barbare, fino alla rinascita patriarcale. Troviamo infatti Fiumicello come sede di un Capitolo Aquileiese, convocato dal patriarca Wolfger il 9 maggio 1211. Non si conosce il motivo per cui non si sia svolto ad Aquileia.   Questa vicinanza con Aquileia ha impedito sempre una vera autonomia di Fiumicello, relegandolo a semplice gastaldia. Troviamo che il 9 maggio 1268, il Patriarca Gregorio di Montelongo affitta ad un tal Leonardo d’Aquileia la Castaldia di Fiumicello: "1268, die IX exeunte Maij. D.nus Patriarcha pro M.s 50 concessit affictus Gastaldiae Flumiselli....".   In località Centenara, presso Belvedere, la famiglia Savorgnan aveva una roccaforte che utilizzò spesso durante la guerra tra Patriarcato e Venezia. Al tramonto del Patriarcato, nel 1420, con tutto il Friuli, Fiumicello diventa possedimento veneziano. In seguito alla guerra con l’imperatore, a Venezia succede la casa d’Austria e, dal 1516, il paese deve seguire il destino degli altri centri della zona, tra cui Aquileia e Gradisca: entrare a far parte della monarchia asburgica, tramite la contea principesca di Gorizia.   I secoli si seguono in maniera pacifica, anche se sovente segnati dalla miseria. Le parentesi napoleoniche del 1797 e del 1805, non sono che un sussulto di breve durata. Tuttavia il “vento” napoleonico e le conseguenti guerre, segnarono l’inizio dell’Ottocento con lunghe carestie e il diffondersi della pellagra. Fu l’arrivo del parroco don Adamo Zanetti a dare una spinta economica, in quanto questi favorì il nascere di cooperative e casse rurali.     Fiumicello rimane legato alle sorti dell’impero Austro-Ungharico fino alla prima guerra mondiale. Il 25 maggio 1915 le truppe italiane entrarono a Fiumicello. Riunito all’Italia, dopo il conflitto, non godrà dell’autonomia sperata, in quando verrà aggregato al comune di Aquileia (Regio Decreto del 30.12.1923), a causa della volontà dell’epoca di sottolineare i fasti romani della vecchia città.   Dovrà attendere il 1 giugno 1947 per vedere riconosciuta la propria autonomia di comune. Oggi è un comune ad economia prevalentemente agricola.