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Comune di Gonars

Gonars

Piazza Municipio 1 - 33050 - Gonars (UD)
Friuli Venezia Giulia

tel: 0432 993011 fax: 0432 992051

e-mail: segreteria@com-gonars.regione.fvg.it
pec: comune.gonars@certgov.fvg.it
web: www.comune.gonars.ud.it

Storia

In antico il suo nome era Gonarium che qualcuno fa derivare dal verbo «gannio - gannire» che significa gagnolare o guaiolare, cioè fare il verso della volpe, che a quei tempi doveva essere molto numerosa in queste zone.
Secondo invece Giovanni Frau, deriverebbe dalla matrice slava Zvonàr, campanaro, in seguito all'insediamento di famiglie slave, fatte venire dal Patriarca per ripopolare queste zone dopo le invasioni ungare.
Infatti lo stemma comunale sintetizza la storia del luogo. Il prato verde e «pratus antonianum» indica la frazione di Ontagnano, un faggio dominate dalla radice latina «fagulium - fagus» indica la frazione di Fauglis mentre le due volpi ricordano l’origine del nome di Gonars.
Il territorio, che era sotto il patriarcato di Aquileia, fu invaso dagli ungari che percorsero più volte la Stradalta, una via che attraversa il Friuli sul margine della zona delle risorgive, e che passa nei pressi di Gonars.
Il nome Gonars con quello di Ontagnano, appare per la prima volta in una bolla del Patriarca Poppo, risalente al 1031: "ad villam que dicitur Gonarium ...". Ma già nel 1202 troviamo citato "Gonar".
Più tardi nel 1647 Gonars, Ontagnano e Fauglis entrano a far parte della contea principesca di Gorizia, feudo dell’Impero Asburgico.
Segue la parentesi napoleonica e quindi il ritorno all’Italia. La prima Guerra Mondiale porta anche a Gonars una alacre attività militare. Qui vengono istallati un piccolo ospedale militare e un aeroporto che servirà da base per numerose missioni.
Molto sentite furono le rivendicazioni agrarie del dopo guerra, con l’attuazione in queste zone di alcune riforme come l’abolizione della mezzadria.
L’avvento del regime fascista, porto alcune opere di bonifica e la regolazione dei bacini fluviali.
Durante la seconda Guerra Mondiale, nell’autunno del 1941, a Gonars fu istituito dagli italiani un Campo di Concentramento, in cui furono rinchiusi civili e militari provenienti dalla Jugoslavia.
Nel dopoguerra ci fu una certa ripresa economica, legata anche all’industria calzaturiera che qui trovò un particolare sviluppo.