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Lavori e mestieri di altri Tempi

La Gondola, Venezia

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Venezia (VE)

Veneto

In epoca romana Venezia era il nome della regione nord- orientale d’Italia, ma, dopo la cadutadell’impero e soprattutto dopo la discesa dei Longobardi (568) cominciò a designare una parte dei...

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Gondola e Venezia: non si può parlare di una senza parlare dell'altra, al punto che la gondola oggi viene considerata come un simbolo della città. L'origine della gondola è antica e risale a oltre mille anni fa. L'antenata della gondola si chiamava scaula ed era un'imbarcazione a remi decisamente più tozza, dalla forma a guscio di noce. Con il passare delle generazioni la gondola assunse un aspetto decisamente più slanciato con la tipica carena piatta, perfetta per non incagliarsi nei bassi fondali della Laguna.
L'etimologia sembra essere controversa. Alcuni sostengono che il nome derivi dal latino cymbula (barchetta) oppure da concha (concula=conchiglia). Altri asseriscono che derivi dal greco kuntelas dovuto all'unione delle parole kontos (corto) e helas (navicella). Si ha notizia ufficiale di una "gondulam" fin dal 1094, citata in un decreto del doge di allora, Vitale Falier.

La gondola nella sua lunghezza

La lunghezza della gondola è di m. 10,85 e la larghezza media circa m. 1,40. Vari sono i tipi di legno impiegati per la sua costruzione: abete, ciliegio, noce, olmo, quercia, tiglio e altri ancora. La gondola viene assemblata con circa 280 pezzi lignei e pesa intorno ai 350 kg. Oltre allo scafo vero e proprio ci sono altre parti fondamentali per vedere completata la gondola, esse sono: i ferri (uno a prua ed uno a poppa) e la forcola, (il supporto dove poggia il remo), la cui etimologia deriva dalla forcella o "morso", che è il punto dove viene applicato il remo. Nei tempi antichi era molto diffuso utilizzare il felze. Esso era una cabina chiusa a metà della gondola ed era come un salotto dell'epoca, perfetto per gli incontri galanti, nascosto dagli occhi dei curiosi.

Ferri della gondola

Il peso del ferro di prua va dai 10 kg. in su, a seconda del metallo usato. I sei "denti" davanti del ferro rappresentano i sei sestieri di Venezia, quello dietro la Giudecca, mentre la parte superiore simboleggia il copricapo del doge. La forcola è in radica di noce e viene modellata dal remer, il quale fabbrica anche i remi della gondola (lunghi m. 4,20), che sono ricavati dal faggio stagionato. Presso la Chiesa della Salute, tra S. Gregorio e la Fondazione Guggenheim si trova il laboratorio artigianale di costruzione di forcole e remi da gondola condotto da Saverio Pastor. Dorsoduro 341, Fondamenta Soranzo detta Fornace.

Squero San Trovaso

I cantieri di Venezia dove vengono costruite le gondole si chiamano squeri, dal greco "eskharion". Un tempo esistevano decine di squeri in città, infatti nel '500 circolavano circa 10.000 gondole. Molti squeri erano distribuiti lungo le sponde del Canal Grande, ma poichè essi ostacolavano la navigazione un decreto del 1433 li fece spostare in Arsenale. Attualmente gli squeri rimasti in centro storico sono solo due: lo Squero di San Trovaso e lo Squero Tramontin. Le gondole attualmente sono circa seicento.

Forma asimmetrica della gondola

La gondola ha una caratteristica forma asimmetrica (verso destra), creata appositamente per permettere al gondoliere di vogare con minore sforzo. Il procedimento per fabbricare la gondola risulta lungo e laborioso, può durare alcune settimane. Lo squerarolo deve sagomare la gondola su speciali modelli (i "sesti"), deve curvare vari pezzi lignei al fuoco. Il tutto deve essere perfetto e questo si ottiene solo grazie all'esperienza e alla bravura dei maestri d'ascia. Il più famoso tra essi fu Domenico Tramontin che definì la forma attuale della gondola nei primi anni del '900. Citiamo inoltre due noti maestri d'ascia che in tempi più recenti hanno dato il loro apporto allo sviluppo e alla salvaguardia della gondola: Corrado Costantini e Giovanni Giuponi (autore della "disdotona", imbarcazione da sfilata a 18 remi).

Forcola

La gondola viene dipinta di colore nero, considerato il colore dell'eleganza dai veneziani. Fino al '500 la gondola poteva sfoggiare vari colori e ornamenti che furono proibiti da decreti del Senato. Alcuni sostengono che il colore nero della gondola fosse dovuto al lutto per la peste del 1630 che aveva decimato la popolazione, ma il colore del lutto a Venezia, durante la Repubblica Serenissima, era il rosso.

Fino all'800 c'erano circa 20 traghetti di gondole per attraversare il Canal Grande, poi drasticamente ridotti in seguito alla costruzione del Ponte dell'Accademia prima (1854), e del Ponte degli Scalzi, poi (1857). Questi due ponti, assieme a quello di Rialto (1588) e al Ponte della Costituzione (2008), consentono di passare il Canal Grande senza l'uso di barche.
La gondola da traghetto risulta più larga di quelle normali, viene vogata da due gondolieri e può trasportare fino a 14 persone.

Chi conduce la gondola è naturalmente il gondoliere, che nei secoli passati si chiamava barcaiolo. Ogni famiglia nobile di Venezia aveva al proprio servizio un gondoliere privato detto de casada. A quei tempi i gondolieri erano riuniti in corporazione ed avevano la propria sede presso la Chiesa di S. Silvestro. Il mestiere di gondoliere veniva tramandato di padre in figlio, ma attualmente la nomina avviene dopo un concorso che si tiene periodicamente. Ha fatto scalpore nel 1999 la prima richiesta di una donna di diventare gondoliere. La tedesca Alexandra Hai, originaria di Amburgo, che voga la gondola da molti anni, ha effettuato alcuni concorsi, ma senza successo. La legge per le pari opportunità e alcuni ricorsi le potrebbero però far ottenere lo stesso l'ambita licenza. La prima donna gondoliere si chiama Giorgia Boscolo.

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