Portale Nordest
 mobile

Castelli, fortezze e manieri

Castel Corno

http://www.portalenordest.it/administrator/components/com_conoscere/images/conoscere/castelli-fortezze-e-manieri/castel-corno.jpg

Approfondimenti

www.castelcorno.it
http://www.portalenordest.it/administrator/components/com_nordest/images/trentino-alto-adige/trento/isera.jpg

Isera (TN)

Trentino Alto Adige

...

Continua a leggere..

Il Castel Corno è un castello situato nei pressi di Lenzima, frazione di Isera e prende il nome dalla forma della rupe chiamata "Corno".
La prima menzione relativa alla signoria di Castel Corno risale al 1178, quando in una contesa tra gli abitanti di Nago, Mori e Gardumo, è nominato un Olderico di Brentonico e Castel Corno.
Il castello che prende il nome dalla roccia “a corno” su cui sorge, è situato sopra all’abitato di Lenzima, nel comune di Isera. Pare che i signori di Castel Corno già nella prima metà del XIII secolo non controllassero più la fortificazione. L’investitura del nuovo principe vescovo di Trento, Aldrighetto da Campo, diede avvio ad una rivolta capeggiata dai nobili Jacopo da Lizzana e Umberto da Brentonico che portò ad una risposta vescovile molto dura: i castelli dei rivoltosi furono presi e tra questi anche Castel Corno. Dapprima affidato alla custodia di Aldrighetto di Toblino, venne poi assegnato ai Castelbarco.
La prima metà del Quattrocento si caratterizzò per dissidi e lotte tra i rami della famiglia castrobarcense per il controllo di Castel Corno e ciò favorì l’emergere dei Lodron, signori delle Giudicarie. Proprio nel marzo 1456 Castel Corno dovette capitolare dopo l’attacco subito da parte di Giorgio e Pietro Lodron: il vescovo Giorgio Hack riuscì ad ottenere la restituzione pagando 600 ducati ai Lodron. Il castello ritornò quindi in possesso ai Castelbarco che lo mantennero fino al 1499, anno della morte di Matteo, ultimo discendente del ramo famigliare di Castel Corno.
Il principe vescovo Udalrico Lichtenstein concede il feudo ai membri della sua stessa famiglia fino al 1759, quando venne restituito ai vescovi di Trento. Dopo l’occupazione napoleonica per il castello inizia un lento ed inesorabile declino. Oggi i ruderi del castello sono di proprietà del Comune di Isera; recenti restauri hanno permesso l’apertura al pubblico.

333