Portale Nordest
 mobile

Castelli, fortezze e manieri

Fortini del Vallo Littorio

http://www.portalenordest.it/administrator/components/com_conoscere/images/conoscere/castelli-fortezze-e-manieri/fortini-del-vallo-littorio.jpg
http://www.portalenordest.it/administrator/components/com_nordest/images/friuli-venezia-giulia/udine/villa-santina.jpg

Villa Santina (UD)

Friuli Venezia Giulia

Villa Santina, sino al 1867, si chiamava Villa d’Invillino. Per la prima parte è un toponimo molto frequente che deriva dal latino villa, col significato del friulano vile “Villaggio, gruppo...

Continua a leggere..

Il Vallo alpino del Littorio era un sistema di fortificazioni permanenti realizzato negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, dall’esercito italiano a difesa delle frontiere alpine, dalla Francia al Carso, articolato in gruppi di opere poste a presidio delle possibili direttrici di penetrazione avversaria, dal fondovalle (lungo le principali vie di comunicazione stradale e ferroviarie) fino alle quote più elevate.
 
Mai impegnate in azioni di combattimento tranne che a Coccau e San Bernardo dopo l’8 settembre 1943, gran parte delle struttura adatte alle nuove esigenze difensive , sono rimaste in esercizio anche nel dopoguerra fino ad anni recenti. Le singole postazioni, isolate ma in relazione strategica con le altre dello stesso sbarramento, sono realizzate in caverna o interrate a ridosso dei rilievi naturali.
 
La struttura è in calcestruzzo di notevole spessore (anche 3-4 metri), mentre all’esterno affiorano soltanto le bocche di fuoco e gli ingressi comunque mimetizzati e protetti. Le opere, di notevoli dimensioni, si sviluppano internamente su più livelli ed erano costituite da postazione per cannoni anticarro e mitragliatrici, osservatorio per il tiro, alloggiamenti per la truppa, depositi per munizioni. Attualmente tutte le opere hanno gli ingressi murati, non è quindi possibile la visita all’interno si può visitare solamente il perimetro esterno.
 
L’importante nodo strategico costituito dalla confluenza delle valli Fella e Tagliamento, nella piana tra Amaro e Venzone, era presidiato dalle opere di sbarramento di Portis, disposte lungo una fascia trasversale dall’attuale abitato di Nuova Portis alle pendici NO del M San Simeone. Le opere di notevoli dimensioni e da tempo disattivate sono chiuse e prive di qualsiasi armamento.
 
Le postazioni di Nuova Portis ben individuabili dalla Statale Pontebbana sono situate alla base delle pareti rocciose del M. Soreli, presso la cascata detta Pisanda di Lavaruzza, e in località Fortin, sotto il terrapieno della ferrovia. Sul versante opposto, poco sopra la strada che da Pioverno porta a Cavazzo, una grossa postazione è scavata all’interno dello sperone roccioso del Ciastelut, mentre un’altra è realizzata in forma di collinetta artificiale ben visibile nel greto del Tagliamento (accessibile a piedi solo nei periodo di secca).
 
Del Vallo del Littorio, per quanto riguarda la Carnia fanno parte: i gruppi di Ampezzo ovest e Ampezzo est, posizionati sui versanti sud dei M. Cretis e del M. Pura e su quellonorddel M. Pelois;lo sbarramento di Priuso e il gruppo di Socchieveposizionate a sud degli abitati di Priuso e sui versanti est enorddel M. Corona e ovest del M. Seluta e su quello NO del Montebello; i gruppi di Invillino O, Invillino E, e del M. Navado posizionati sul versantenorddel M. Novado e sul greto del Tagliamento; i gruppi Sieas e Villa, posizionati sul versantenorddel M. Navado; i gruppi di Chiàulis e Cuel Pineit posizionati sui versanti delle alture che circondano Chiàulis, e più a est sul versante nord del M. La Pala: i gruppi Ambiesta e Fontanas posizionati sui versanti nord e est del M. Novorareit e M. Alzut e sulla cima del M. Alz; lo sbarramento di Sassotagliato e il gruppo di Cavazzo con opere poste sui versanti SO del M. Amariana, su quelli nord del M. Faeit, sul greto e sui prati del Tagliamento; i gruppi Fontanina e Cuel di Mena tutti posizionati sulle alture che circondano Cesclàns e Mena.

 

629