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Chiese, Abbazie, Santuari e Parrocchie

Chiesa di San Stae, Venezia

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Venezia (VE)

Veneto

In epoca romana Venezia era il nome della regione nord- orientale d’Italia, ma, dopo la cadutadell’impero e soprattutto dopo la discesa dei Longobardi (568) cominciò a designare una parte dei...

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Fondamentale per la comprensione della pittura veneziana del Settecento ai suoi esordi, la chiesa di San Stae (Sant'Eustachio) colpisce per unitarietà e armonia. Si presenta, infatti, con una fastosa facciata rivolta verso la principale via d'acqua veneziana, il Canal Grande, progettata da Domenico Rossi (1709) e caratterizzata da una ricca decorazione plastica alla quale hanno dato il loro contributo scultori come Giuseppe Torretto, Antonio Tarsia, Pietro Baratta e Antonio Corradini. L'interno, opera tardo secentesca con reminiscenze palladiane dell'architetto Giovanni Grassi, ha pianta ad unica navata e tre cappelle aperte su ciascun lato; al centro della chiesa una vasta pietra tombale segna il sepolcro della famiglia Mocenigo.

Iniziando da destra, sui tre altari in successione si incontrano opere significative di Nicolò Bambini, Giuseppe Camerata e Antonio Balestra, quest'ultimo a decorare la cappella della confraternita dei "tiraoro e battioro" la cui scuola è adiacente la chiesa. Le tre cappelle a sinistra ospitano invece nell'ordine opere di Giuseppe Torretto e Pietro Baratta (Cappella Foscarini), di Francesco Migliori (L'Assunta, post 1722) e di Jacopo Amigoni (I Santi Caterina e Andrea, 1719). Il presbiterio ha la decorazione pittorica più significativa: sul soffitto troviamo una vasta tela di Bartolomeo Letterini (Le Virtù e due confratelli della Scuola del Santissimo, 1708), mentre alle pareti, sopra e sotto a due tele di Giuseppe Angeli (Sacrificio di Melchisedech e Caduta della manna, dopo il 1770), possiamo ammirare dodici tele di dimensioni minori che hanno per soggetto gli Apostoli e che furono realizzate grazie al lascito testamentario di Andrea Stazio (morto nel 1722).Tra queste spiccano capolavori assoluti quali il Martirio di San Bartolomeo (1722), opera giovanile di Giambattista Tiepolo, San Giacomo Maggiore (1717) di Giambattista Piazzetta e San Pietro liberato dal carcere (1717-24) di Sebastiano Ricci. Interessanti anche alcune opere conservate in sacrestia, tra le quali la Crocifissione di Maffeo Verona (sec. XVII), L'imperatore ordina di sacrificare agli idoli (1722) di Giambattista Pittoni e Sant'Eustachio in prigione di Bartolomeo Litterini (sec.XVIII).

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