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Sacrario di Redipuglia

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Fogliano Redipuglia (GO)

Friuli Venezia Giulia

Il toponimo prediale deriva dal latino in -anu da Folius. Il paese viene nominato per la prima volta in un documento del 5 marzo 1284 in villa Folliani. Il toponimo...

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Redipuglia il più grande Sacrario Militare Italiano, sorge sul versante occidentale del monte Sei Busi che nella Prima guerra mondiale fu aspramente conteso perché, pur se poco elevato, consentiva dalla sua sommità di dominare per ampio raggio l’accesso da Ovest ai primi gradini del tavolato carsico. Qui sono custoditi i resti mortali di 100.187 Caduti: 39.857 noti e 60.330 ignoti.

Recinge simbolicamente l’ingresso al Sacrario, ai piedi della monumentale scalea, una grossa catena d’ancora che appartenne alla torpediniera “Grado". Subito oltre, si distende in leggero declivio un ampio piazzale, lastricato in pietra del Carso, attraversato sulla sua linea mediana dalla “Via Eroica”, che corre tra due file di lastre dì bronzo,19 per lato,di cui ciascuna porta inciso il nome di una località dove più aspra e sanguinosa fu la lotta. In fondo alla Via Eroica si eleva, solenne e severa, la gradinata che custodisce, in ordine alfabetico dal basso verso l’alto, le spoglie di 40000 caduti noti ed i cui nomi figurano incisi in singole lapidi di bronzo.

La maestosa scalinata, formata da 22 gradoni su cui sono allineate le tombe dei caduti, sul davanti ed alla base della quale sorge, isolata quella del Duca d’Aosta comandante della Terza Armata, fiancheggiata dalle urne dei suoi Generali caduti in combattimento, è simile al poderoso e perfetto schieramento d’una intera grande Unità di centomila soldati. Il Duca d’Aosta, morto nel 1931, per sua volontà è stato qui portato a riposare in eterno tra i suoi soldati. La tomba è ricavata in un monolito in porfido del peso di 75 tonnellate. Nell’ultimo gradone, in due grandi tombe comuni che fiancheggiano ai lati la Cappella votiva, si trovano custodite le salme di 60000 caduti ignoti e, vicine, quelle, identificate, di 72 marinai e 56 guardie di finanza. Alla sommità del monumento dominano tre grandi croci di bronzo, simbolo del sacrificio divino e, nello stesso tempo, speranza di ascesa a Dio: com’è anche nel significato spirituale che ha ispirato l’architettura del monumento che si eleva, stagliandosi nettamente nel circostante panorama, verso il cielo. Nei locali dietro la Cappella votiva si trovano i musei coi cimeli dei caduti, che riposano nel Sacrario.

Il Sacrario venne realizzato nel 1938 su progetto dell’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Alla sommità del monumento, su di un pianoro verdeggiante, si trova l’Osservatorio dal quale si domina per ampio raggio la zona circostante e si possono individuare, mediante l’ausilio di un apposito plastico in bronzo, le località e le quote a cui è maggiormente riferita la storia dei gloriosi caduti qui tumulati.

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