Portale Nordest
 mobile

Pittori, scultori, scrittori e altri personaggi illustri

Giuseppe Barazzutti

http://www.portalenordest.it/administrator/components/com_conoscere/images/conoscere/pittori-scultori-scrittori-e-altri-personaggi-illustri/giuseppe-barazzutti.png
http://www.portalenordest.it/administrator/components/com_nordest/images/friuli-venezia-giulia/udine/gemona-del-friuli.jpg

Gemona del Friuli (UD)

Friuli Venezia Giulia

Gemona, il cui toponimo deriva da una base preromana glen, cocuzzolo tondeggiante, più il suffisso accrescitivo -ona, deve forse la sua origine e certamente la sua crescita al fatto di...

Continua a leggere..

Giuseppe Barazzutti nacque a Gemona (UD) nel 1890 da una famiglia di pittori decoratori attivi in Friuli e nell'impero austro-ungarico. Dalla seconda metà dell'Ottocento fino alla prima guerra mondiale a Gemona erano numerose le botteghe specializzate nelle decorazioni sacre ad affresco. I pittori si recavano all'estero durante l'estate e costituivano, all'interno dell'emigrazione friulana, una componente qualificata e assai richiesta. Barazzutti imparò il mestiere di frescante dal padre e, dal 1907 al 1911, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo dello scultore verista Antonio Dal Zotto. Nel corso di alcuni soggiorni a Roma frequentò lo studio del pittore ligure Pietro Gaudenzi operante a lungo nella capitale, e consolidò i rapporti con il cugino, lo storico Pio Paschini, insegnante presso il Vaticano. Durante il primo conflitto mondiale Barazzutti combattè sul Carso e in Albania, dove contrasse la malaria. Nel primo dopoguerra continuò l'attività del padre, morto profugo a Roma nel 1918, intervallando i lavori ad affresco con soggiorni montani invernali in compagnia dell'amico pittore Giovanni Napoleone Pellis. A Sauris (1920-1922) dipinse bozzetti e quadri con vedute montane Innevate. adottando tecniche divisioniste affini alle opere di Segantini. Fu quindi a Forni di Sotto (1927) e in Val Resia alla riscoperta del Friuli più genuino e isolato, che gli ispirò una produzione pittorica rimasta finora inedita. Dai primi anni Venti al febbraio 1928 fu direttore artistico del Mobilificio "Giovanni Fantoni" di Gemona, dove attuò il recupero del mobile rustico friulano ispirandosi ai principi dell'Art Déco. Negli anni Trenta promosse una serie di iniziative per la rivalutazione dell'artigianato locale, quali le mostre gemonesi del 1931 e 1935. Artista versatile, disegnò ferri battuti e arredi in stile Novecento, ristrutturò edifici e ne progettò gli interni, dimostrò interessi scenografici ed etnografici. La sua attività pittorica continuò fino al novembre 1940, anno della sua prematura scomparsa. Con Barazzutti terminò la lunga tradizione dei frescanti gemonesi.

339