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Pittori, scultori, scrittori e altri personaggi illustri

Mirko Basaldella

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Udine (UD)

Friuli Venezia Giulia

Gli storici antichi davano per certo, basandosi su una leggenda, che il fondatore della città fosse Attila re degli Unni, il quale durante l'assedio di Aquileia, nel 452, avrebbe dato...

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Mirko Basaldella (Udine 1910 - Cambridge (USA) 1969).

Compie i suoi studi a Venezia , all'Accademia di belle arti di Firenze e alla Scuola di arti applicate di Monza, sotto la guida di Arturo Martini, che gli trasmise "il gusto del mito".

Nel 1934 si trasferisce a Roma dove le sue sculture si imposero per il loro volgersi ad un arcaismo "primordiale" e per una carica espressionistica che esprimevano la sua rivolta alla concezione tradizionale e accademica del "bello". Il che però non gli impedì di passare dall'arcaismo ad una sorta di classicismo nutrito da una libera ed originale assimilazione di modi addirittura quattrocenteschi e di giungere ad una concezione di bellezza schiettamente moderna di cui è tra le più significative testimonianze il mirabile brozo del David ( 1938, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna), una scultura in cui l'espressionismo della prima produzione sembra cedere il passo a una maggiore finitezza ed eleganza formale.

Nelle opere eseguite tra il dicembre 1939 (Galleria di Roma) e il 1945 (Roma, galleria dello Zodiaco, con C. Cagli) appaiono nuove suggestioni : richiami quattrocenteschi da Donatello al Pollaiolo (nei bassorilievi realizzati con la tecnica dello "stiacciato"), echi di sculture ellenistiche e michelangiolesche (nel Prigione, 1941-42, bronzo, conservato a Roma in collezione privata), perfino di elementi esotici (richiami alle sculture a mosaico azteche).  

Nel 1946-47 si collocano le prime esperienze sul linguaggio postcubista e sulla proposta di una pittura «neometafisica» . In questa prospettiva realizza pitture e sculture policrome e polimateriche in cui il mito ricompare non più sotto forme naturalistiche, ma come "fantasma mitico favoloso".

La metamorfosi, l'intreccio la circolazione dello spazio nelle strutture plastiche appaiono evidenti in numerose sculture, esposte tra il 1948 e il 1952 in mostre personali a New York, Roma, Milano e in varie opere monumentali. Tra queste ricordiamo il Cancello del mausoleo delle Fosse Ardeatine (bronzo, 1949-51), gli interventi nel palazzo della FAO a Roma (decorazione del soffitto nel salone delle assemblee generali, balaustre e vetrate, 1952) e la croce in ferro del Monumento ai caduti per la libertà (Mauthausen, 1954).

Nel 1957 è nominato direttore del Laboratorio di design della Harvard University in Massachusetts, dove crea sculture monumentali per collezioni pubbliche e private. Trascorre le estati in Italia e partecipa ad esposizioni collettive.

Nel 1954 espone alla Biennale di Venezia, dove Peggy Guggenheim acquista alcune sue opere per la propria collezione (nella foto Elemento architettonico-Linee forze nello spazio del 1953).

Insignito di numerosi riconoscimenti, nel 1959 riceve il premio per la scultura all'Accademia Nazionale dei Lincei, nel 1962 è eletto membro dell'Academy of Arts and Sciences, e nel 1966 riceve il primo premio alla Quadriennale di Roma.

Mirko muore a Cambridge, Massachusetts, il 24 settembre 1969.

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