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Ville, palazzi storici e opere architettoniche

Villa Ferretti Angeli

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Dolo (VE)

Veneto

Sull'origine del nome 'Dolo' si sono avanzate numerose ipotesi. Qualcuno afferma che appaia in una pergamena del 1241. Altri lo collegano al fatto che qui, verso la II° metà del '400,...

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La villa si colloca lungo la riva destra del Brenta, nel Comune di Dolo, località Sambruson. Le cancellate d'ingresso, sorrette da pilastri cilindrici sormontati da seicentesche anfore marmoree, introducono al giardino e alla corte lastricata antistanti il complesso che comprende, oltre alla villa, le due barchesse e la cappella privata. Sul retro, il parco romantico dai percorsi tortuosi ricco di specie arboree ad alto fusto e una collinetta artificiale.
La villa fu costruita nel 1608 dal progettista vicentino Vincenzo Scamozzi su richiesta di Girolamo Ferretti. Successivamente la proprietà passò alla famiglia Angeli e quindi nel XIX sec. ai Nani Mocenigo.
Il complesso è costituito da tre blocchi e si sviluppa con un impianto lineare a L. Il lungo fronte ha una composizione tanto imponente quanto simmetrica e classicheggiante. A scandire la parte centrale quattro paraste giganti squadrate di ordine ionico reggenti l'architrave modanato con iscrizione e il frontone dentellato con, all'interno, lo stemma nobiliare a bassorilievo retto da due angioletti, scolpito probabilmente da Francesco Albanese. Al centro, una balaustra in pietra sottolinea l'affaccio dall'ampia apertura centinata del piano nobile. Le ali mostrano finestrature seriali, grandi e con cornice a bugnato rustico al piano terra, più piccole al piano superiore. Tutto è equilibrato e ritmato da lesene ioniche su basamento. La facciata a nord ha la stessa composizione di quella principale; in corrispondenza di alcune lesene si alzano quattro pinnacoli a copertura di altrettanti camini. Internamente, l'impianto e l'apparto decorativo originali della villa sono andati purtroppo perduti.
Gli annessi rustici sono notevolmente degradati. Nella barchessa di sinistra, aggiunta alla fine del '700, apre un portico con ampie arcate e vani secondari al pian terreno, mentre al piano superiore ad ogni arcata corrisponde una piccola finestrella ovale. Quella di destra, ortogonale alla villa, che ospitava le cantine e le stalle, mostra un grande arcone e quattro successive aperture architravate ora vetrate. Staccata dal blocco residenziale e posta a est si trova la cella mortuaria, che fu dedicata a san Fermo con i Ferretti e a san Rustico con gli Angeli.
Nel 1945 la villa fu requisita dal comando alleato; abbandonata da questo, nel 1946 fu occupata regolarmente da una famiglia di Zara e, abusivamente, in anni successivi, da alcune famiglie di senza tetto, fatto che cagionò alla villa uno stato di totale incuria e degrado.
Oggi il complesso è sede di un Istituto professionale e, nonostante questo, continua il suo stato di assoluto deperimento.

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