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Fiumi, laghi, cascate

Lago di Cornino

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Approfondimenti

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Forgaria nel Friuli (UD)

Friuli Venezia Giulia

Il nome di Forgaria nel Friuli deriva probabilmente dal latino fulgur nel senso di “luogo ove spesso si scaricano fulmini”. Anticamente abitata dai Celto-Carnici, è posta in una posizione dominante...

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Si arriva dalla Statale Pontebbana in località San Daniele del Friuli si prende la strada per Cimano dove si può ammirare verso la strada che porta a Susans uno scorcio tra gli anfratti dove scorre un piccolo torrente con la sua cascata dell'
. Si ritorna poi a proseguire verso il ponte di Forgaria che attraversa il Tagliamento, superato il quale si imbocca la strada a destra verso Avasinis e Trasaghis. Superato di circa 1 Km il paese di Cornino, sulla sinistra compare questo piccolo
che data la facilità di raggiungimento è meta di numerosi turisti della domenica. Si lascia la strada asfaltata e, sulla sinistra, si imbocca una stradina sterrata che porta ad uno slargo dove conviene parcheggiare l'auto.
Il Lago di Cornino dalla stupende acque color verde smeraldo oltre ad essere un incantevole specchio d'acqua, là in mezzo alla natura, viene utilizzato come palestra per esercitazioni ed esami di aspiranti subacquei in considerazione della sua profondità e anfratti rocciosi. Il lago si trova ai piedi del
, (stupendo luogo per escursioni e passeggiate sui prati dell'ampio pianoro raggiungibile dalla strada di Forgaria verso San Rocco), ad un altitudine di circa 54 m s.l.m., ha una profondità massima di circa 6/8 m.
La temperatura dell'acqua, salvo gelate invernali, varia dai 2 invernali agli 8 primaverili o estivi.
Tutto il territorio immediatamente attorno al lago è di natura franosa e ne denuncia chiaramente la sua origine. Sul fondo alcuni piccoli crateri sono anch'essi dei punti di immissione dell'acqua. Tra le piante del sottobosco è diffusa in particolar modo la Pervinca (Vinca minor) fra le numerose e diverse specie di arbusti. Nelle limpide acque sguazzano le Trote fario (Salmo trutta m. Fario) che, assieme ai mimetici Ghiozzi (Gobius fluviatilis) e ad alcuni Gamberi di fiume (Astacus astacus) costituiscono la fauna ittica.
Nel cielo sul monte Prat e in tutta l'area circostante hanno trovato buon habitat le Poiane (Buteo buteo) e sono presenti anche Caprioli (Capreolus capreolus), Lepri (Lepus europaeus) e piccoli roditori. Inoltre hanno trovato il loro ambiente naturale i Grifoni reintrodotti dopo anni di attenta e meticolosa cura e lavoro, con il piano di riintroduzione chiamato "Progetto Grifone".

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