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Mare, spiagge, lagune

L'isola di Grado e la sua laguna

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Approfondimenti

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Grado (GO)

Friuli Venezia Giulia

Il toponimo deriva dal basso latino gradus cioè “porto”, era al servizio di Aquileia. In origine probabilmente era una duna sabbiosa, su cui si cominciò ad avere una qualche attività...

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GRADO e la sua Laguna costituiscono una realtà paesaggistica, artistica, storica e antropologica originale e autonoma nell’ambito del Friuli Venezia Giulia e della stessa provincia di Gorizia.

Complesse e lontane sono infatti le sue vicende storiche, che si intrecciano con quelle di Aquileia sin da prima delle invasioni barbariche, proseguono a margine della storia della Serenissima e, alla scomparsa di quest'ultima, si innestano in quelle dell’asburgica Contea di Gorizia e Gradisca, per divenire, con la dissoluzione dell’Impero, parte integrante e definitiva della più; recente storia d'Italia.

L’Adriatico è dominato prevalentemente da due venti: la bora che spira da Nord-Est, fresca ed asciutta, e lo scirocco che sale da Sud-Est, caldo e umido.
La possibilità di orientare nei due sensi la navigazione ha, nell’antichità, consentito lo sviluppo di collegamenti marini.
Le navi di Giulio Cesare mantenevano, infatti, i collegamenti con le legioni di stanza ad Aquileia, utilizzando l’alterno spirare dei due venti.

L’ isola di Grado era il primo approdo di questi antichi navigatori che, dall’isola, risalivano poi la laguna ed il fiume Natissa fino ad Aquileia. Grado era già allora famosa e non era ancora nata Venezia...
Il resto della storia, quella dei patriarchi, di Venezia figlia di Grado, degli Asburgo, della Mitteleuropa, venite a leggerla qui sul posto, in quest'isola stupenda, nata dai venti: dalla bora e dallo scirocco.

La laguna

Oltre 12 mila ettari di estensione, la laguna di Grado, che prosegue ad occidente con quella di Marano, è la più; bella dell’intero bacino Mediterraneo, con il suo fronte di cordoni litoranei lungo ben 25 chilometri.

Un intrico di canali e valli fra le "mote", come i gradesi chiamano le piccole isole lagunari, ricoperte di canne e di cespugli.
Un luogo senza tempo, regno dell’acqua, del vento e del silenzio.
Un ecosistema unico al mondo, dall’equilibrio delicato, tuttora perfettamente conservato, per proteggere il quale sono state create due grandi riserve naturali, habitat ideale per decine di specie di uccelli acquatici che vi nidificano o che vi fanno tappa nel periodo delle migrazioni, come gli aironi, le folaghe, i germani reali, le alzavole, le marzaiole, le anatre e i gabbiani.

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