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Tecniche di voga

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Venezia (VE)

Veneto

In epoca romana Venezia era il nome della regione nord- orientale d’Italia, ma, dopo la cadutadell’impero e soprattutto dopo la discesa dei Longobardi (568) cominciò a designare una parte dei...

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Prèmer e Stalia

La vogata si può suddividere in due fasi, corrispondenti al movimento di andata e di ritorno al punto di attacco del remo: quello effettivo di spinta, che si chiama prèmer , durante il quale il vogatore immerge verticalmente la pala e spinge sul girón , e quello di ritorno o stalìr nel quale lo si riporta nella posizione di partenza. Il primo movimento è tutto sommato abbastanza intuitivo, un po’ più complesso da capire è il movimento successivo nel quale si fa ritornare velocemente il remo al punto di partenza, mantenendolo immerso con il bordo anteriore della pala inclinato verso il basso, in modo sfruttare la sua resistenza per correggere la rotta. Per evitare che la resistenza dell’acqua faccia uscire il remo dalla sua sede - come succede spesso ai principianti - basta premere sull’impugnatura per schiacciarlo sulla fórcola e trattenerlo al suo posto. In questo modo il morso può essere aperto basta solo che abbia il nasèlo (cioè la punta inferiore leggermente incurvato verso l’alto per offrire un sufficiente attrito per bloccare il remo.

Stalia

S’intende che se la stalìa fosse equivalente alla spinta la barca rimarrebbe diritta sì ma ferma, pertanto si sono cercati tutti gli accorgimenti possibili per ridurre al minimo l’effetto di frenata alla ricerca del massimo rendimento. Non per nulla le regate ad un solo remo sono considerate l’università della voga, richiedendo sì forza ma anche tecnica, stile ed esperienza. Oltre alla tecnica di voga contribuisce molto l’assetto della barca, tenuta inclinata e deviata verso destra in modo che, come si dice, vada a cascàr stagàndo. Questo assetto si ottiene spostando il carico o i vogatori sulla destra o addirittura creando barche appositamente "storte" come la gondola o il puparìn che galleggiano, per la loro conformazione asimmetrica, sbandate a destra.

Voga sotomòrso. Partenza

La partenza avviene facendo leva sulla base della fórcola, cioè vogando sotomòrso, imprimendo una serie rapida di movimenti di andata e ritorno al remo - che rimane sempre immerso - in modo da avviare la barca tenendola sotto controllo con il minimo scarroccio possibile. Poi, quando la barca ha raggiunto un sufficiente abbrivo, si passa il remo sul mòrso per la vogata normale illustrata precedentemente. La virata a sinistra, per andàr a premàndo, è semplice e intuitiva: basta spingere sul remo; viceversa quella a destra, l’andàr stagàndo, richiede che il remo, nel movimento di ritorno, faccia maggiore leva sotto l’acqua come nella stalìa, accostando la prua verso destra.

Siada bassa, Arresto

L’arresto o siàda, si effettua anteponendo il remo alla fórcola nella sànca , tenendolo immerso di taglio nell’acqua, con maggior o minor decisione a seconda della urgenza della frenata; in caso di necessità, per evitare uno scontro imminente, si tira ripetutamente con vigore sul remo in modo da fare più resistenza nell’acqua. Ci sono due tipi di arresto: quello che porta la barca a deviare verso destra dove il remo è messo sulla parte bassa della fórcola eseguendo la manovra detta siàda bassa, e quello che la mantiene diritta o la porta verso sinistra con il remo messo nella parte alta della fórcola sotto la sporgenza della testa o récia, detta siàda alta.

Voga indietro o indrio, Voga indrio

Per retrocedere il gondoliere mette il remo avanti alla fórcola nella sànca e si sposta verso poppa vogando con movimenti circolari che spingono la barca all’indietro e ne correggono contemporaneamente la direzione.

Voga in canali stretti

Invece per vogare nei canali stretti il gondoliere si sposta in avanti sopra i trastolìni, a ridosso del sedile dei passeggeri, e voga in sànca, con il remo immerso che compie movimenti alternati in diagonale da destra a sinistra come nella voga a bratto.

Virata a destra col piede

Per finire c’è una manovra un po’ curiosa nella quale invece delle mani si usa il piede; la si esegue quando, nel compiere la virata a destra in un canale molto stretto, lo scafo scarroccia e rischia di urtare con la poppa sul muro delle case, allora il gondoliere allunga la gamba sinistra fuori bordo dando una spinta che evita il contatto.

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