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Organizzazioni e assoc. culturali, artistiche e ricreative

Muli del Tommaseo

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Approfondimenti

www.mulideltommaseo.it

La "Libera Unione Muli del Tommaseo" (LUMT), raccoglie nelle sue file tutti quei ragazzi (muli) studenti che dal settembre 1946 al luglio 1951 sono stati ospiti del collegio "Nicolò Tommaseo" di Brindisi, a seguito degli avvenimenti bellici e del conseguente esodo.

La prima pattuglia, una trentina di ragazzi in massima parte fiumani, giunge nella città pugliese nel settembre 1946 e, grazie all’impegno tenace del professor Troili e di padre Tamburini, viene ospitata nell’ex Collegio Navale della G.I.L. che assumerà il nome “Collegio Nicolò Tommaseo per profughi Giuliano Dalmati”.

Primo Direttore ne sarà Pietro Troili, cui va il grande merito di aver trasformato il Collegio in un centro di studi e di aggregazione per i figli degli esuli. Gli altri Direttori saranno Luigi Prandi ed Ottorino Prosperi.

Grazie alla loro continua applicazione ed all’appassionato impegno pedagogico degli istitutori, i “Muli” porteranno a termine con profitto gli studi e si inseriranno, con successo, nel mondo del lavoro.

Nel luglio del ’51 il Collegio viene chiuso per difficoltà economiche: termina così un’avventura iniziata cinque anni prima e che ha visto come protagonisti circa cinquecento ragazzi di ogni età, dagli undicenni della prima media ai ventenni che “hanno fatto la guerra”, per la stragrande maggioranza profughi Giuliano Dalmati a cui si sono aggiunti, in seguito, orfani di guerra e figli di italiani all’estero.

Avventura cominciata, si, nel segno della precarietà per quanto riguarda la sistemazione, l’alimentazione, il vestiario e lo studio, ma anche cementata da solidi vincoli di solidarietà ed esaltata da amicizie che si dimostreranno durevoli nel tempo: la conferma di ciò la si avrà nel 1986, in occasione del primo raduno degli ex allievi del Tommaseo (saranno presenti in 114, provenienti da tutta Italia e dall’estero).

L’anno successivo nasce la “LUAT” (Libera Unione Allievi del Tommaseo) modificata a metà degli anni ’90 in “LUMT” (Libera Unione Muli del Tommaseo) e contestualmente viene approvato il primo statuto, che sarà più volte emendato ed aggiornato.

Dal 1986 in poi i raduni annuali si susseguono regolarmente, prima in sedi itineranti, poi, dal 1990 a Colle Isarco. Vengono pure editi alcuni volumi e le cronache del collegio. I titoli sono “Allievi del Tommaseo” più comunemente conosciuto come il “fotone”, “La Nave Tommaseo”, “La Nave d’Argento”, ”La Zanzara” (il giornalino del Collegio, dal 1946 ai giorni nostri) ed “Il ricordo più Lungo” che contiene la storia dell’esodo di una trentina di Muli.

Attualmente aderiscono all’Associazione circa trecento ex allievi sparsi in tutto il mondo e legati da un filo invisibile fatto di ricordi e tradizioni comuni, affinità spirituali e amor di Patria; senza dimenticare la scanzonata allegria, caratteristica peculiare dell’età brindisina, proposta e sottolineata dal “Manifesto di Lazise” (1986) che qui di seguito viene riprodotto integralmente

Muli de Fiume, de Zara, de Pola, de Lussin, de Pisin, e tutti i altri, Muli del Tommaseo, eccone quà fegatosi, ingropai, senza cavei, ma liberi e bei.

Professori, dotori, piloti, colonei, generai, coghi, marineri, comandanti, ingegneri, bancari, industriali, cantautori, i xè rimasti a casa, neri, rossi, rosati che sia: qua semo noi del Tommaseo guardemose ben nei oci, ciolemose per culo, femo due ridade, contemose i ani pasadi, mi qua ti là cio’ mi cio’ ti, senza butarla tropo in nostalgia, lasemoghela ai veci.

Ricordemo l’aventura de Brindisi, l’aria de quel toco de tera tuto nostro, dove gavemo podu’ cantar e parlar de novo quel che volevimo in ‘sto nostro franco dialetto, studiar latin, filosofia, navigazion e ragioneria, zogar ancora un par de ani, alzarse dopo el ribalton andar per el mondo, magari in zavate e capel de paja.

Fin che l'ultimo sarà!

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