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Comune di Villadose

Villadose

Piazza Aldo Moro 24 - 45010 - Villadose (RO)
Veneto

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e-mail: segreteria@comune.villadose.ro.it
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web: www.comune.villadose.ro.it

Storia

Grazie alle ricerche compiute dal Gruppo Archeologico di Villadose negli utlimi anni, si sa che il territorio era popolato già in epoca romana: poco a nord dell'attuale abitato passava con direzione SO-NE la cosidetta "via di Villadose" sulla quale era innestata una centuriazione per la divisione e lo sfruttamento agrario. Alcuni recenti ritrovamenti hanno inoltre confermato l'ipotesi che popolazioni paleovenete fossero in precedenza stanziate e venissero in seguito romanizzate.
Il territorio fu presumibilmente abbandonato con la fine dell'Impero e il susseguente periodo di caos sociale, economico e idraulico.
I primi insediamenti medievali ebbero luogo lungo l'Adigetto, nato dalla rotta dell'Adige detta Pizzon nel 973. Il nome compare per la prima volta in un documento di investitura dei nobili Signoli datato 1203 che nominava "Villa Ducis". Un altro documento di fonte eccelesiastica datato 1309 cita come presente ad un incontro il presbitero Pietro proveniente da "Villaduccis". Dopo le guerre con Ferrara, Venezia ottenne il controllo definitivo sul Polesine nel 1484 al termine della Guerra del Sale che lasciò Villadose gravemente colpita in quanto sede di fortificazioni militari e per ciò stesso più esposta. Si ritiene che anche la prima chiesa dedicata a San Leonardo sia stata distrutta in questa occasione. L'oratorio esistente al suo posto, rifatto nel 1750, dipese fino al 1778 dalla parocchia di Buso.
Ad alcune nobili famiglie veneziane è legata la storia del paese prima i Signoli e ancor più i Patella, un esponente dei quali - Bartolomeo II - viene investito nel 1470 del feudo di Villadose da Borso d'Este. A queste e altre famiglie (Molin, Lion, Donà, Tron, ecc.) è dovuta la costruzione, lungo l'Adigetto allora navigabile, di corti rurali ed edifici usati come granai, magazzini e residenze.
A metà del Cinquecento Venezia inizia i lavori di bonifica della zona paludosa tra Adige e Adigetto compresa tra Rovigo e Cavarzere: scopriranno così le valli a nord del paese, mentre rimarranno sulle carte nomi quali Lago e Valle, primitiva denominazione di Cambio.
Il Polesine e Villadose con esso, divenne francese nel 1797, austriaco nel 1815 e si unì all'Italia nel 1866. Nel 1882 l'Adige ruppe a Legnago e inondò l'intera provincia. Le condizioni di vita della popolazione, già misere, si fecero intollerabili e prese il via il flusso migratorio di enormi dimensioni: nel 1888 partirono per il Brasile 500 persone e nell'anno successivo ben 821 abitanti su 3482 complessivi, pari ad un quarto della popolazione.
Nel nostro secolo, invece, il movimento migratorio ebbe come mete i grandi centri industriali del Nord Italia, specialmente dopo l'alluvione del 1951.
Una triste pagina di storia venne scritta a poche ore dalla Liberazione il 25 aprile 1945: presso il cimitero di Villadose venti persone rastrellate dai nazifascisti nella vicina Ceregnano furono fucilate per rappresaglia. Dagli anni Settanta, soprattutto a partire dalla costruzione della Zona Indistriale e alla riduzione degli occupati in agricoltura, si assistette ad un arresto dell'emigrazione e poi a un lento incremento della popolazione, parallelo all'installazione di attività artigianali e commerciali e all'insediamento di nuove famiglie.