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Comune di Motta di Livenza

Motta di Livenza

Piazza Luzzatti, 1 - 31045 - Motta di Livenza (TV)
Veneto

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e-mail: segreteria@mottadilivenza.net
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web: www.mottadilivenza.net

Storia

Il territorio di Motta di Livenza ha origine antiche, sicuramente preromane. I primi abitanti furono, con tutta probabilità, un gruppo di Paleoveneti come attestano diversi rinvenimenti archeologici.

La presenza del corso fluviale del Livenza ha sempre rappresentato per le genti di queste terre un punto di riferimento importante. Le testimonianze disponibili permettono di ricostruire il primo insediamento ufficiale certamente a partire dal 148 a.C. nel luogo dove la via consolare Postumia, unico collegamento tra il mar Adriatico e il mar Ligure, attraversava il fiume. Qualche secolo dopo in un quadro di viabilità di terra e di fiume, quell'insediamento ricevette fra i primi in terra veneta il messaggio cristiano. 

Qualche decennio prima di Cristo sorse anche Lorenzaga, ai confini occidentali del Concordiese, proprio allora centuariato dai vecchi legionari di Cesare, di cui si presume assuma il nome dall'ufficiale romano che con i suoi militi aveva ricevuto in dono queste terre .

Fu teatro nel 776 nei pressi del ponte sulla Livenza, di uno storico scontro tra il duca longobardo del Friuli Rotcauso e Carlo Magno nell'ultima battaglia per la conquista dell'Italia da parte dei Franchi.

Nel X secolo all'epoca delle invasioni degli Ungari, venne innalzato un castello a difesa degli abitanti in un rialzo, "motta" ( rialzo artificiale nella confluenza del fiume Monticano nella Livenza).

Più tardi, verso il 1089, il castello fu dato in feudo ai signori Da Camino che qui restarono per circa trecento anni. 

Intanto il nome dell'antica motta viene usato ovunque per designare questa località, che, da allora, si chiama Motta oppure La Motta; lo stesso Castello è conosciuto come il Castello della Motta. Determinante per la storia di questi luoghi fu l'anno 1291 quando i Da Camino decisero di donare il Castello, la terra e gli abitanti alla Repubblica di Venezia .

Motta così prima città di terraferma a passare per propria libera scelta con S. Marco, fu insignita del titolo onorifico di "figlia primogenita della Repubblica".

Solo nel 1388 la città di Motta, assieme a tutta la Marca Trevigiana, passò definitivamente alla Repubblica di S. Marco, rimanendovi fino al 1797.

Durante il periodo della Serenissima, Motta raggiunse il suo massimo splendore e dopo la conquista veneziana del Friuli nel 1420, diventò un affermato centro commerciale, con un importante porto fluviale, punto nodale per lo scambio delle merci fra questi territori fra Veneto Orientale, Friuli e Venezia.

Nel '500 durante la guerra fra Venezia e la lega di Cambrai, in questi territori si succedettero scontri terribili e la città spesso attaccata, restò tuttavia sempre a Venezia, meritandosi il titolo di "Figlia prediletta della Repubblica". 

Il 9 marzo del 1510, successe il fatto prodigioso dell'apparizione della Madonna al contadino Giovanni Cigana, e sul posto a perenne ricordo, venne eretta una Basilica, ancor oggi importante centro spirituale e di pellegrinaggio.

Il '500 è il secolo d'oro per Motta: il centro storico conosce un grande sviluppo urbanistico ed architettonico, il Castello è consolidato con cinque torri, viene ricostruita la chiesa che diventerà il Duomo di S. Nicolo' e, nella campagna cominciano ad essere costruite le prime splendide ville del patriziato veneziano.* 

Nacquero in quel periodo alcuni importanti personaggi: fra questi meritano di essere ricordati il cardinale Girolamo Aleandro (1480-1542), rettore dell'Università Sorbona di Parigi e poi Legato Pontificio alla Dieta di Worms; il pittore Pomponio Amalteo (1505-1588) che tanti segni della sua arte lasciò in Veneto ma soprattutto in Friuli. Altri personaggi illustri nati a Motta durante il periodo veneziano sono: il musicista Andrea Luchesi, maestro del giovane Beethoven; Antonio Scarpa, anatomico rettore dell'Università di Pavia, il pittore Pompeo Marino Molmenti. 

Da ricordare tra i mottensi passati alla storia dell'Ottocento e Novecento: Leonardo Bello, ministro generale dei francescani minori; Ludovico Ciganotto, teologo e filosofo; Corrado Gini, statistico e primo presidente dell'ISTAT. 

Nel Settecento inizia il declino, che continuerà per tutto l'Ottocento,

prima con l'invasione dei soldati di Napoleone (1797-1815), quindi con il lungo dominio austriaco (1816-1866) infine con il passaggio al regno d'Italia (1866-1946). 

Nella guerra del 1915, oltre novecento mottensi partirono per il fronte del primo conflitto mondiale, tra loro, 236 non fecero più ritorno alle loro case. Dal 9 novembre 1917, dopo Caporetto, fino al 31 Ottobre 1918, Motta subì l'invasione delle truppe austroungariche. Per i caduti, per il valore dei figli di Motta in guerra e per le privazioni subite durante l'occupazione austriaca, il Gonfalone del Comune venne decorato della Croce di bronzo al merito di guerra.

Dopo il 10 giugno 1940, ancora una volta i giovani mottensi furono chiamati alle armi. Nei cinque anni, sui fronti di tre continenti e nella lotta per la Resistenza, caddero altri 126 figli di questa nostra terra . Nel 1947, per la seconda volta, il Gonfalone della città venne decorato di medaglia di bronzo al valor militare, mentre ai combattenti e ai caduti furono concesse due medaglie d'oro alla memoria, otto d'argento e tre di bronzo. 

Con l'avvento della Repubblica, cominciarono per Motta gli anni del definitivo riscatto, improvvisamente frenato dalla grande alluvione del 5 Novembre 1966.*

Subito dopo, tuttavia, la determinazione e l'entusiasmo dei mottensi, le felici scelte politiche e amministrative ed un insieme di situazioni favorevoli portarono la città di Motta a porsi quale esempio di sviluppo economico di tutto il del Nord-Est.

La città di Motta di Livenza è gemellata con la città francese di L'Isle-Jourdain, e con il comune croato di Cherso; intrattiene altresì molti rapporti con diverse città della Slovacchia, dell'Ungheria, dell'Austria e della Germania.