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Comune di Bassano del Grappa

Bassano del Grappa

Via Matteotti, 39 - 36061 - Bassano del Grappa (VI)
Veneto

tel: 0424 519111 fax: 0424 519272

pec: bassanodelgrappa.vi@cert.ip-veneto.net
web: www.comune.bassano.vi.it

Approfondimenti

Ponte Vecchio di Bassano o "Ponte degli Alpini"

Storia

Il nome deriverebbe da "Fundus Bassianus", latifondo della famiglia romana Bassius o Bassianus.
Il primo abitato era sul colle di Santa Maria, dove sono stati rinvenuti reperti archeologici attribuiti agli Euganei, ai quali è riferibile la necropoli di San Giorgio ad Angarano (XI-X secolo a.C.).  In seguito si stabilirono popolazioni Paleovenete e poi Cimbre (II sec. a.C.) che furono infine sottomesse ai Romani (I secolo a.C.).
Dell'epopea romana rimangono consistenti tracce, tra le quali il chiaro disegno della centuriazione dell'alta pianura veneta a nord dell'importante strada Postumia e la forma stessa del centro storico con le strade che indicano il Castrum dell'insediamento di una legione romana, posto allo strategico sbocco della Valsugana.
La città si traccia verso la fine dell'alto medioevo, quando la popolazione cercò difesa dai Longobardi (589), dai Franchi (776) e dagli Ungari (899) attorno alla cittadella e al castello. Di quel periodo rimangono poche tracce, la più importante delle quali è la chiesetta di San Giorgio alle Acque, luogo di culto lungo la strada per Valrovina.
I documenti storici sono antecedenti al mille, si accenna alla Pieve di Santa Maria in Colle, l'attuale Duomo. Bassano si contrapponeva ad Angarano, sulla riva destra del fiume, e probabilmente di quel periodo è l'edificazione di un ponte sostituito nel 1569, dopo l'ennesima distruzione per eventi naturali o bellici, dal celebre ponte disegnato dal Palladio.
Il territorio era proprietà dei vescovi di Vicenza che diedero in feudo Bassano, Angarano e Cartigliano agli Ezzelini. Sotto gli Ezzelini l'agglomerato divenne una città fortificata con un inconquistabile castello e crebbe sempre più di importanza militare.
Nel 1194, Vicenza avversa agli Ezzelini, donò ai padovani diritti su Bassano del Grappa e Marostica. Le due città furono contese fra le opposte fazioni fino al 1199 quando Ezzelino II il Monaco fu legalmente riconosciuto signore.
Alla morte, nel 1259, di Ezzelino III il Tiranno tutti i possedimenti ritornano per un breve periodo a Vicenza, è di questo periodo l'innalzamento della Torre Civica e l'allargamento della cinta muraria.
Nel 1268 Bassano venne ripresa dai padovani e, alla caduta dei Carraresi, passò (con tutto il Canal di Brenta e l'altopiano di Asiago) ai Visconti subentrati agli Scaligeri. Di questo periodo (1389) la scrittura degli statuti comunali nei quali si ribadisce una relativa autonomia.
È del 1404, come per gran parte delle città venete, la “donazione” a Venezia.
Da quel momento, e fino alla caduta della Serenissima, la città diviene un importante e tranquillo centro agricolo e commerciale, Bassano è crocevia dei traffici tra Repubblica Veneta e Contee Vescovili e Germaniche. Nel 1483 imperversa la peste che sconvolge il tessuto sociale. L'unico rilevante fatto d'armi è il passaggio degli imperiali della Lega di Cambrai, capitanati da Massimiliano d'Austria, che nel 1508 mettono a ferro e fuoco la città lasciata al proprio destino, perché indifendibile contro le nuove tecnologie belliche, dall'esercito veneziano.
Il seicento ed il settecento furono secoli di grandissima prosperità, testimoniati dai numerosi edifici civili e religiosi e dalle splendide ville. Nel 1630 l'intera Europa è sconvolta dalla grande pestilenza e anche a Bassano il tessuto sociale venne gravemente devastato. La città era mercato franco esente da dazi. Il 27 dicembre 1760 il Senato Veneto innalzò Bassano al rango di città.
Dopo le campagne napoleoniche, la città segue le sorti del territorio veneto.
Durante la prima guerra mondiale fu il principale centro logistico dopo la disfatta di Caporetto e l'arroccamento sul Grappa, montagna inscindibilmente legata al profilo geografico e storico della città.
Il più celebre dei monumenti bassanesi è il Ponte Vecchio, disegnato dal Palladio e più volte ricostruito, l'ultima volta dopo la seconda guerra mondiale a cura dell'Associazione Nazionale Alpini e da allora prese l'attributo di Ponte degli Alpini.