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Festa della Zucca - San Martino di Terzo di Aquileia

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Terzo di Aquileia (UD)

Friuli Venezia Giulia

Il nome deriva dalla terza pietra miliare posta a tre miglia da Aquileia di una delle cinque vie che partivano dalla città. Il luogo è quindi di origine latina e...

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A San Martino di Terzo tutto profuma di uva e di vino: è tempo di vendemmia, e tra non molto nei tini ribollirà il mosto ed il suo profumo impregnerà l'aria. Carri trainati dai buoi, bambini giocosi, donne con grandi gonne e lunghi grembiuli, cesti ricolmi d'uva: alla vendemmia e tra le vigne ci sono proprio tutti, in un rito che coinvolge anche i più piccoli, protetti dall'ombra dei filari.
La vendemmia è una tradizione festosa: il momento della maturazione e della raccolta dell'uva è fatto di lunghe giornate trascorse tra il sole dei filari ed il fresco della cantina, di braccia stanche e di mani colorate di mosto e di un vivo brulicare tra i vigneti. Una festa corale, fatta di raccolta, di trasporto, di faticosi spostamenti tra i vigneti, di allegre pigiature coi piedi, ma anche un'occasione per stare insieme, per cantare, ballare e divertirsi: un momento di unione della comunità che culmina con il pranzo collettivo, innaffiato dal buon vino.
Nell'occasione dei festeggiamenti per la fine della vendemmia, la nobile Maddalena de'Varmo, badessa del monastero di Santa Maria di Aquileia e signora incontrastata di queste terre, come da tradizione ha dato il permesso di tenere un grande mercato per dare letizia al suo popolo. Dame e uomini d'arme, musici e danzatori, giullari e mangiafuoco, indovini e streghe, nobili e mendicanti, ladri e truffatori affollano le vie del borgo ingombre di banchi che offrono ogni genere di mercanzia: argenti preziosi, erbe ed elisir medicamentosi, fresche verdure degli orti, odorosi formaggi, sfarzosi tessuti, dolci fragranti, canestri intrecciati e cocci colorati.
Ben presto il frastuono delle armi degli audaci cavalieri, l'allegro canto delle lavandaie, le risate festose dei bambini che cercano il leggendario drago invisibile, le grida concitate dei venditori riempiono l'aria già satura dei profumi che escono dalla taverna dove già dal mattino si stanno preparando le cibarie più saporite: oca arrosto e polenta, baccalà e sardelle, gnocchi di zucca e patate in tegame.
E per innaffiare abbondantemente tutto questo ben di Dio, nelle botti attende impaziente il miracoloso frutto della vite.

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