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Castelli, fortezze e manieri

Castello Superiore di Marostica

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Marostica (VI)

Veneto

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Un documento del 1262 (il Regestum possessionum comunis Vincencie) oltre a confermare il complesso fortificato sul Pauso, cita la presenza di altre tre torri sovrastanti i colli di Marostica: una sempre sul Pauso, una sul Pausolino e la terza sul monte Agù (come abbiamo già esplicato nel lavoro introduttivo “Cenni storici...).

Negli anni 1312-1314 della guerra padovana-scaligera, i Padovani erano riusciti a saccheggiare il Borgo di Marostica e assediare il Castello sul Pauso, senza distruggerlo.

In conseguenza di quanto avvenuto gli Scaligeri, verso la prima metà del XIV secolo, provvidero a potenziare le difese locali edificando inizialmente i due castelli, detti anche rocche: quello inferiore in pianura e quello superiore sulla sommità del Pausolino.

Il Castello Superiore venne edificato sul pregresso fortilizio di cui accennato nel “Regestum” del 1262 e si presentava come una struttura difensiva con quattro torri angolari, un grande torrione centrale e un rivellino nella facciata volta verso la pianura sottostante che proteggeva la porta che immetteva nel castello vero e proprio. Nel rivellino si può vedere ancora adesso lo stemma in pietra dei signori Scaligeri.

E’ certo che il castello conteneva anche una struttura residenziale, confermata, agli inizi del Settecento, da G.P. Matteazzi nella sua Storia manoscritta di Marostica, in quanto precisa che vi era “una chiesa non piccola, un profondo pozzo … un molino da vento”.

Si deve pure ricordare che a nord per raggiungere l’entrata del Castello Superiore a compimento dell’ultimo tratto della parte orientale della cinta muraria vi era una porta detta di Tramontana cui seguiva l’accesso al tratto di strada per raggiungere l’entrata vera e propria.

Quando il complesso difensivo fu completato, il Castello Superiore piano piano perdette la sua iniziale funzione di centro difensivo del Borgo, in quanto tutte le attività civili e militari nel tempo furono acquisite dalle strutture in piano, attorno alla chiesa di Santa Maria e del Castello Inferiore.

Poi nel 1508-1510 vi fu la guerra della lega di Cambrai (una specie di coalizione europea) contro la Serenissima: in tale situazione bellica sia nel 1509 che nel 1510 Marostica venne occupata e rioccupata più volte dalle truppe di Massimiliano d’Asburgo, e il Castello Superiore sede del podestà subì importanti danni tanto da indurre il Podestà a trasferirsi nel Castello Inferiore.

Da allora il Castello superiore rimase diroccato coinvolgendo nella rovina le altre strutture

che come detto sopra erano presenti all’interno della rocca.

Nel 1550 precipitò anche la grande campana che si trovava nella torre alta del castello.

Anche se attualmente lo vediamo con i segni di quella guerra, mantiene ancora un grande fascino immaginifico della sua precedente realtà, sia salendo a piedi per il sentiero dei Carmini, così chiamato perché inizia a lato della Chiesa della Madonna del Carmine, sia raggiungendolo in auto salendo per la strada a ridosso di Porta Breganze.

Dell’antica fortezza e del mastio che sorgeva al centro di essa rimangono dei resti murari, come pure per gran parte delle mura che erano presenti sul lato sud verso la città, dove tuttavia si erge ancora adesso la porta d’ingresso con il simbolo scolpito degli Scaligeri e alzando lo sguardo un esempio ben ricostruito (1934-1936) della bertesca.

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