Portale Nordest
 mobile

Chiese, Abbazie, Santuari e Parrocchie

Santuario della Madonna Assunta a Comerzo

La storia della chiesa di Santa Maria di Comerzo, frazione del Comune di Majano, alle dipendenze della Forania di Buia, ha un'origine diversa da quella di tanti paesi, i quali di solito prima edificavano le case e poi gli abitanti costruivano la chiesa. A Comerzo, ad un certo mornento; sorse una chiesa e parecchio tempo dopo cominciarono a spuntare le case, che oggi formano la frazione e la parrocchia. La prima cappelletta ebbe certamente origine da un atto di devozione; da una grazia ricevuta o per voto di una persona privata. Nessuno sa chi sia stata la persona devota che ha voluto costruire la cappella all'incrocio delle due strade, nella località fra San Tomaso e Tiveriacco. Per stabilire una data approssimativa della costruzione della chiesetta, si deve ricorrere a due testimonianze di cui la prima proviene da un documento datato 19 marzo 1305. Dunque l'esistenza della chiesa è anteriore a questa data. La seconda testimonianza si desume dall'esame tecnico-stilistico della statua lignea della Madonna esistente nella chiesa di Comerzo che, a detta degli esperti, risale al secolo XIII. Se nell'atto dei 1305 il devoto donatore si preoccupa della illuminazione all'interno della chiesetta, qualcosa si doveva illuminare e questa non poteva essere che la statua della Madonna, posta in una piccola ancona al centro dell'abside. E’ sconosciuta la forma strutturale della primitiva chiesetta, come sono sconosciute le sue dimensioni. Probabilmente era un edificio romanico, simile a quello primitivo di Santo Stefano di Susans o a quello della chiesa di San Giovanni Battista di San Tomaso, con una piccola abside a catino nel presbiterio, orientata da est ad ovest, cioè con la facciata verso la strada Concordiense. Non poteva essere molto alta e vasta, infatti non c'è alcun cenno che in essa siano state celebrate Sante Messe per quasi tutto il 1300, eppure questo piccolo luogo sacro, già da quel tempo, riscuoteva tanta devozione, che non solo i pellegrini e i mercanti che transitavano per quella via vi si soffermavano, ma anche tanti devoti che vi giungevano direttamente da diversi paesi, per voto e per fare offerte. Possiamo dire che certamente la chiesa di Santa Maria di Comerzo era nel 1400 la più piccola dei territorio ma la più ricca di tutte le altre chiese della Vicaria. Un evento funesto che colpi il Friuli negli anni fra il 1360 ed il 1380, cioè la peste, fece si che i voti e le offerte fatte a Dio e alla Vergine, affinchè avessero pietà degli uomini che morivano a centinaia, fossero cospicue. Diversi paesi si impegnarono, invocando la Vergine di Comerzo, a recarsi al suo tempio con processioni penitenziali fisse, portando in cuore la memoria dei propri morti. E’ confermato che nel 1405 la pieve di San Daniele era presente a Comerzo per il voto collettivo e per la Messa davanti alla statua della Madonna. Questo voto era praticato anche da molti altri paesi dei Friuli collinare. Il 1400 fu il secolo d'oro della chiesa di Comerzo in quanto ad essa venne data la qualifica di Santuario. Nel 1662 al tempo dei Patriarca Cardinal Giovanni Delfino, la chiese fu consacrata, ottenendo una qualifica di riguardo, però non era ancora sacramentale, cioè non si conservava continuamente in essa l'Eucarestia e questo era dimostrato dalla mancanza dei tabernacolo nell'altare di legno e dall'assenza costante dei sacerdote sul posto. L’anno 1745 è un anno che la chiesa deve ricordare, perchè sono iniziati i lavori più importanti per il Santuario. Per questo intervento l'amministrazione della chiesa mise a disposizione tutta la sua finanza, che non era modesta ma a cui si era aggiunta la munificenza dei Conti Colloredo i quali desideravano lasciare in essa l'impronta della loro casata. Nel 1764 la chiesa venne finalmente dichiarata sacramentale e nei primi decenni dei 1800 vi furono consacrati tutti e tre gli altari.   Nel 1911 venne inviato a Comerzo il primo regolare cappellano nella persona di don Giuseppe Cojutto di Cividale che esplicò il suo servizio dal 1911 al 1913, mentre il primo vicario di Comerzo, don Vittorio Cecchini, si impegnò con tutti i mezzi e la buona volontà anche dei parrocchiani a riparare i guasti che si erano manifestati nel soffitto della chiesa, specie sul lato nord dei presbiterio. Nel 1975, su progetto degli architetti Ria di Udine, vennero ripresi i lavori di sistemazione della Chiesa, che da tempo aveva bisogno di intervento: le migliorie e le opere di consolidamento, volute dal primo parroco di Comerzo don Alberto Bernardis, si protrassero fino alla data dei 6 maggio 1976, giorni dei terremoto dei Friuli. Dopo il terremoto è stato necessario ancora un intervento sulle strutture murarie, ma in modo particolare nei riguardi degli altari, bisognosi di ricomposizione. L’opera di ripristino fu terminata nel 1983 e il parroco volle in seguito eseguire altri lavori, sia pure limitati, affinchè la parrocchia avesse una chiesa completa e degna dei titolo di Santuario.

Chiesa di S. Stefano, Artegna

La chiesa votiva, dedicata a Santo Stefano si trova ubicata sopra il Rio Clama, quasi alle pendici del colle di borgo Monte, prospiciente al monte Faet. Dagli scavi effettuati la nascita della chiesa si fa risalire al XI secolo. Si hanno notizie della presenza della chiesa in un testamento del 1291, ma probabilmente già in epoca antecedente (VIII secolo) vi sorgeva un edificio sacro dapprima dedicato a San Leonardo in Clama.  Le pareti sono ricoperte da affreschi e riferibili a un artista friulano (legato alla scuola di Villacco), sono risalenti ai secoli XI-XII e XV  e rappresentano scene religiose del Nuovo Testamento. Nuovi affreschi quattrocenteschi sono stati scoperti sotto scialbo nel 1978 dai restauratori durante le operazioni di stacco di quelli visibili al fine di consentire la riparazione della struttura muraria della chiesa lesionata dall’ultimo terremoto, riparazione che è stata portata a termine da volontari arteniesi nel 1983. Tali antichi affreschi si pensa siano stati ricoperti per disinfettare i muri, tramite calce, da una delle numerose epidemie di peste che hanno flagellato i secoli scorsi. Antiche sculture sono state rinvenute all’interno dell’altare a seguito della sua rimozione. La storia ci narra una tradizione proveniente dall’anno 1500, e cioè che in seguito a un lascito della famiglia Madus, a chi partecipava alle "rogazioni" e sostava sotto il portico veniva offerto un rinfresco. Ogni anno il 26 dicembre, in onore del patrono, la chiesa viene riaperta e vi si celebra la messa.

Prec123456Succ

Pagina 4 di 6