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Pittori, scultori, scrittori e altri personaggi illustri

Francesco Bierti

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Gemona del Friuli (UD)

Friuli Venezia Giulia

Gemona, il cui toponimo deriva da una base preromana glen, cocuzzolo tondeggiante, più il suffisso accrescitivo -ona, deve forse la sua origine e certamente la sua crescita al fatto di...

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Francesco Bierti è nato il 10 ottobre 1901 a Gemona del Friuli (Udine), paese d'antica civiltà ai confini della Carnia, da famiglia modesta ma non di basse condizioni. Il padre era decoratore di chiese, uno di quei maestri artigiani che andavano per l'Europa a dipingere pale d'altare, pulpiti e portali, ma anche edifici pubblici, palazzi municipali. Dopo un tragico viaggio su carri merci, dopo la prima guerra mondiale, la famiglia Bierti approdò a Livorno. Al ritorno a Gemona, nel 1919, la casa era semidistrutta. Bierti lavorerà col padre fino al 1928 e studierà alla scuola d'Arte e mestieri di Udine, studi che completerà nel 1936 con un diploma di abilitazione didattica. Ma la crisi del '29 lo coinvolgerà di nuovo alla sorte dei popoli friulani, l'emigrazione, e questa volta è Milano. Questa città ha una funzione decisiva nella vita di Bierti, non solo per la formazione psicologica ma per quella artistica e intellettuale. Vive a Milano un altro immigrato udinese, Giulio Trasanna, scrittore e poeta, ma soprattutto uomo geniale, ricco di idee per tutti. Gli fece conoscere Pittino, Birolli, Basaldella e Carlo Conte. Nel 1933 Bierti rientrò avvilito al paese. Ma da Milano aveva ricevuto anche le "ragioni del dipingere", che non lo abbandoneranno per tutta la vita. Fece una mostra nel 1934, poi altre fino alla collettiva con Pittino nel 1943. Ma siamo già nella seconda guerra mondiale e la famiglia Bierti ha di nuovo tutto da ricominciare, traversie e preoccupazioni economiche. Francesco trova un posto come insegnante di disegno e calligrafia a Pontebba (Udine), dove la sorella Regina insegna ricamo ed economia domestica. Ci rimane dal 1942 al 1944, quando viene arrestato come antifascista, la crudeltà gli fece dimenticare la gioia dei colori. Nel 1947 riesce ad ottenere il passaporto per la Svizzera. Negli anni '50 e '60, danno rilievo alla sua complessità di artista.

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