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Fiumi, laghi, cascate

Lago dei Tre Comuni o di Cavazzo

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Si arriva sia da Osoppo, prendendo la strada che segue il perimetro a est del Monte, sia dalla S.S. 12 "Pontebbana"; giunti al bivio di Gemona del Friuli si volta verso sinistra e si prende la strada per Braulins attraversando l'omonimo ponte sul fiume Tagliamento; si va oltre il paese di Trasaghis per giungere ad Alesso.
Oltre il paese di Alesso la strada prosegue costeggiando le rive del lago dei tre comuni lasciando scorgere incantevoli panorami. Giunti alla Centrale di Somplago si gira a destra, si può proseguire compiendo così l'intero giro del lago.
E' il lago più grande del Friuli Venezia Giulia, il perimetro è di 6.500 mt., con una lunghezza massima di 2.250 mt. ed una larghezza massima di 800 mt. circa, la profondità massima è di 39 mt.
La sua origine pare sia dovuta ad un ramo del fiume Tagliamento rimasto come imprigionato in un bacino scavato dalle glaciazioni e sbarrato a nord, da terreni alluvionali.
Il nome del Lago di Cavazzo non deriva dal vicino comune di Cavazzo, ma da un antico castello (Cabatium) ora scomparso che, posto a nord dove ora sorge la chiesa di Cesclans, dominava strategicamente l'intera zona.
L'ingresso delle acque viene dal bacino idrico dell'Ambiestra o di Verzegnis per tramite un percorso in galleria di circa 8.500 mt; tale immissione, ovviamente, è poi quella sfruttata idroelettricamente dalla Centrale di Somplago.
Emissario, invece, è un canale artificiale che porta le proprie acque nel Torrente Leale.
Altri punti di immissione d'acqua sono dei crateri, larghi anche 2 mt., che si trovano sul fondale del lago.
La fauna ittica del Lago di Cavazzo è composta da più specie. Le specie presenti pare siano 10 e più precisamente: Alborella (Alburnus alburnus alborella), Cavedano (Leuciscus cephalus cabeda), Persico (perca fluviatilis), Sanguinerola (Phoxinus phoxinus); Spinarello (Gasterosteus aculeatus), Tinca (Tinca tinca), Trota Fario (Salmo trutta m. fario), Trota Iridea (Salmo trutta m. gairdneri).
Di queste Carpe, Tinche ed Anguille sono specie tipiche di acque tiepide. La loro riproduzione non sarebbe possibile nelle fredde acque del lago, se non avessero ancora la possibilità di rifugiarsi nel folto canneto, ove le acque basse e stagnanti offrono loro un ideale habitat riproduttivo.
Il canneto , detto anche, fragmiteto per la specie botanica che lo compone (Phragmites australis), occupa vaste aree ripali del lago.
E' un tipico luogo di rifugio e di riproduzione sia per una certa fauna ittica, come anche per l'avifauna che può nidificarvi con tranquillità assoluta. Si possono vedere dai mimetici Tarabus (Botarus stellaris) e Tarabusino (ixobrychus minutus) come il comune Germano Reale (Anas platyhyncos).
Mentre, invece, nella stagione delle migrazioni si possono notare Alzavole (Anas crecca), Marzaiole (Anas querquedula), il Mestole (Spatula clypeata), l'Oca granaiola (Anser fabalis) o il Codone (Anas acuta).
Stanziali, invece, la Gallinella d'aqua (gallinula chloropus) e la Folaga (Fulica atra) mentre, sempre saettante sulle acque, è spesso possibile vedere il Martin pescatore (Alcedo atthis).
Poco prima del canale emissario delle acque, nella parte sud-est del lago, troviamo il Ristorante e Albergo "al Lago" con accanto, in una faggeta , un'area attrezzata per il "turismo domenicale", con la famiglia, c'è la possibilità di noleggio barche, barchette e pedalò. Le coste del bacino, che vedono il Monte Festa ed il San Simeone a strapiombo sul lago, sono piuttosto scoscese e non consentono, quindi, agevoli escursioni.

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