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Fiumi, laghi, cascate

Lago di Ospedaletto o Minisini

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Ospedaletto (TN)

Trentino Alto Adige

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Per arrivare a questo luogo si deve imboccare una stradina a fondo naturale che, a sud di Ospedaletto, in località Molino, si inoltra fra i colli con una breve salita e che conduce a costeggiare il laghetto. Un sentiero permette di fare l'intero giro del laghetto passando in prossimità del roccolo.
Prima del terremoto del 1976, il Lago Minisini era lago sotto tutti i punti di vista, dopo il terremoto il fondo del lago si è rialzato ottenendo il risultato di eutrofizzazione. Carpe (Cyprinus carpio) e Tinche (Tinca tinca) già presenti in numero considerevole nelle acque del lago, si sono oggi assai rarefatte. Sono invece, completamente scomparse le Anguille (Anguille anguilla) che, seminate artificialmente vari anni addietro, ancora prima della guerra avevano trovato il loro habitat visto che sono stati pescati esemplari anche di 6/7 cm di diametro. Ormai le piante idrofile hanno invaso le acque, pian piano riempiendolo e soffocando le altre forme di vita. Cariceto e giuncheto sono ben presenti mentre appare sempre più diffusa la Cannuccia d'acqua (phragmites australis). Tutto ciò indica che il destino del Lago Minisini o di Ospedaletto sia quello di trasformarsi, in tempi geologici piuttosto brevi, in una torbiera.
Dalle sue rive e dalle foglie che galleggiano sulle acque, in primavera ed in estate, il gracidio delle rane è pressochè incessante.
Numerosissime le specie di
presenti, dalle più grandi alle più piccole.
Le acque sono ricchissime di Tricotteri di varie specie, il che dimostra che l'ambiente è esente da ogni tipo di inquinamento antropico. Questi insetti, che qui troviamo allo stato larvale, prima di sfarfallare vivono quali insetti acquatici; fitofagi e carnivori, si costruiscono attorno al corpo, con minuscole pietruzze, legnetti, erbe o conchigliette, un involucro protettivo che si trascinano dietro a mo' di guscio.
Ogni gruppo di specie è determinabile dal materiale con cui si costruisce questo involucro. Qui sono presenti specie appartenenti ai gruppi dei Firganeis e dei Limnofilidi. Circondato da un bosco di latifoglie con, sul lato orientale una fila di Platani (Platanus hybrida) e nella parte opposta un notevole agglomerato di Bambù, di origine senz'altro esotica e sfuggita a qualche coltivazione ha trovato qui un notevole sviluppo. Fanno bella mostra di sé le numerosissime
(Nymphea alba) che come candidi bottoni ornamentali occhieggiano sulle scure acque del lago.

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