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Fiumi, laghi, cascate

Lago di Ragogna e San Daniele

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Ragogna (UD)

Friuli Venezia Giulia

Il toponimo è di origine oscura, forse preromana, certamente illirica, almeno che non si voglia farlo derivare da un toponimo prediale latino Ragonius. Il nome di Ragogna come per altri...

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Si arriva dalla S.S. Pontebbana, giunti in località San Daniele del Friuli si svolta in direzione Muris di Ragogna imboccando la "Via del Lago", dopo un paio di chilometri è ben visibile nella piana del lago. Per le escursioni le scelte sono due: o prendere la strada sterrata a destra oppure, arrivare su uno spiazzo ghiaioso. Nella prima scelta ci si potrà addentrare nella parte naturalisticamente più interessante del lago, camminando poi nel mezzo dei
; altrimenti si va sullo spiazzo ghiaioso e da qui si ammira tutto il lago. Il lago ha una profondità massima di circa 7 metri, è un lago che si sta eutrofizzando sempre di più e sempre più velocemente. Il fondo è completamente ricoperto da alghe alte anche più di 1 m. All'esterno, per un lungo tratto un vasto fragmiteto tende ad invadere sempre più le acque, quasi a voler inseguire un considerevole lamineto composto da Nannufari (Nuphar luteum) e
(Nymphaea alba).
L'ambiente umido di questo lago è l'unica stazione regionale in cui è presente la Trapa natans e l'Hottonia palustris nei prati umidi attorno, la Genziana di paluda (Gentiana pneumonanthe). Per trovare il senso di naturalezza dell'ambiente, è sufficiente addentrarsi nel fragmiteto e subito ci si immerge nella "vita del lago". Si possono inoltre incontrare le Folaghe (Fulica atra) e le Gallinelle d'acqua (Gallinula chloropus) che entrano, escono e nidificano nel canneto che circonda quasi tutto il perimetro del lago.
Coppie di Svaso maggiore (Podiceps cristatus) che nidificanti da alcuni anni, nei mesi primaverili offrono l'affascinate spettacolo delle rituali danze di corteggiamento. Negli arbusti e sterpi attorno ai bordi del lago è stato notato nel periodo degli amori e della nidificazione il raro Pettazzurro (Luscinia svecica) proveniente dai freddi paesi nordici, oltre che il Cigno reale e la Moretta tabaccata.
Le Albanelle minor (Circus pygargus) nidificano spesso nell'area circostante protette dai bassi arbusti cresciuti al limite del fragmiteto e protette anche dal mimetismo che in quell'ambiente le rende invisibili. Le Poiane (Buteo buteo) e i falchi sorvolano e controllano dall'alto la zona alla ricerca di topi, rane e rettili in genere, per nutrirsi.
La fauna ittica è particolarmente ricca in quanto le specie presenti nel lago sono:
Alborella (Alburnus alburnus alborella),Cavedano (Leuciscus cephalus),Cobite (Cobitis taenia), Luccio (Exos lucius), Carpa (Cyprinus carpio), Persico reale (Perca fluviatilis), Persico sole (Lepomis gibbosus), Scardola (Scardinius erythrophthalmus), Tinca (Tinca tinca), Triotto (Rutilus rubilio), Vairone (Leuciscus souffia muticellus) e la Trota iridea (Salmo trutta m. gairdneri). Di tutte queste specie le più abbondanti sono il Persico sole, la Tinca e la Scardola.
Il lago si può ammirare in tutta la sua bellezza guardandolo dalla sommità del colle Monte di Ragogna, incantevole altura dalla quale si può spaziare con l'occhio sulla pianura sottostante fino al mare ammirando ad est e ovest il semicerchio delle prealpi e a nord la meravigliosa valle del Tagliamento.

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