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Sentieri e Percorsi Naturalistici

Serrai di Sottoguda

Nel cuore delle Dolomiti, a Sottoguda, piccola frazione del comune di Rocca Pietore (BL) si estende la gola dei splendidi Serrai, capolavoro scolpito da Madre Natura, unica al mondo. I serrai di Sottoguda sono lunghi circa 2 chilometri, con pareti a picco alte centinaia di metri con poco spazio tra l' una e l' altra. Percorsi per l' intero tratto dal piccolo torrente Pettorina che nel suo infaticabile scorrere ha eroso le rocce fino a formare voragini e le grotte levigate che oggi si possono ammirare. La visita ai Serrai si può effettuare, sia partendo da valle e salendo verso Malga Ciapela, sia provenendo dal versante opposto scendendo verso Sottoguda; di certo entrambi i sensi lo spettacolo che si presenta di volta in volta è incantevole, una per tutte la splendida cascata di Franzei, che quando è ben alimentata arriva a lambire la strada, inoltre lungo il cammino potrete scorgere la piccola chiesetta di S. Antonio e più avanti la statua della Madonna dei Serrai posta in una grotta naturale, davanti alla quale i devoti potranno accendere una candela o dire una preghiera. Da sempre i Serrai sono stati fonte inesauribile di miti e leggende, la più famosa è quella di Re Ombro che narra come il sovrano abitasse nella gola protetto da portoni d' oro massiccio posti all' acesso. I Serrai sono stati dichiarati riserva naturale, visitabili sia d' estate che d' inverno (anche con gli sci), splendidi con lo scenario invernale quando le numerose cascate, ai lati della strada si ghiacciano e diventano per gli scalatori attrazione a livello mondiale. L'ingresso pedonale alla Gola dei Serrai di Sottoguda sarà gestita con apposito biglietto di ingresso.

Sentiero Slivia

Nella stagione invernale, quando la vegetazione del Carso è spoglia e stecchita, può venir voglia lasciarsi alle spalle la provinciale sotto Aurisina e di fare una deviazione verso Slivia. Giunti al cavalcavia sopra l'autostrada ecco apparire maestoso un colle cinto da un'imponente pietraia: è il Castelliere di Slivia. In primavera è adornato dai fiori del ciliegio canino, che lo rivestono di un candido velo, d'estate è nascosto dalle fronde di carpini e querce; in autunno, quando rosseggiano scarlatti gli arbusti sparsi di sommacco, si accende di colori caldi. Questo percorso è stato ideato e realizzato con l'intento prioritario di valorizzare l'antica borgata carsica che offre numerose attrattive sia dal punto di vista storico che da quello paesaggistico, ambientalistico e geologico, e presenta inoltre quel vantaggio quanto mai apprezzabile che è la possibilità di immergersi totalmente nella natura e di sentirsi isolati dal nostro mondo caotico magari solo per poche ore. Informazioni Periodo consigliato: Tutto l'anno evitando, però, le giornate estive troppo calde  e quelle invernali troppo rigide o ventose. Tipo di percorso: facile Durata approssimativa del percorso: ca. 3 ore, a "passo familiare" e con una varie soste intermedie. Lunghezza del percorso: ca. 4.7  Km. Dislivello: 74 m.  Il Castelliere, situato a 197 m sopra il livello del mare, risulta essere il punto più elevato dell'area, mentre il punto più basso è la dolina con i tre stagni (123 m).

Via Alpina e Itinerario Giallo

La Via Alpina è un progetto europeo innovativo attorno al quale si sono riuniti attori pubblici e privati degli otto Paesi dell'arco alpino con l'obiettivo comune di valorizzare il patrimonio delle Alpi. La Via Alpina si sviluppa lungo 5 itinerari internazionali, attraverso 8 Paesi, 342 tappe e più di 5000 km di escursioni tra 0 e 3000 m. L’itinerario giallo conduce l’escursionista dal livello del mare ai 3000 metri, dalla costa Adriatica agli alpeggi dell’Allgäu, dal crogiolo di culture di Bolzano alla natura incontaminata del Lechtal, dalle Dolomiti emerse dal fondo degli oceani al territorio di Ötzi, “l’uomo dei ghiacci” del Similaun: una traversata ricca di contrasti. Partendo da Trieste il paesaggio è caratterizzato da numerose opere architettoniche di epoche diverse e dai monumenti naturali caratteristici del Carso: grotte, gole e torrenti. Sulle Alpi Carniche meridionali, la Via Alpina incrocia diversi itinerari tradizionali che collegano il Friuli alla Carinzia e offrono numerose possibilità di circuiti tra gli itinerari rosso e giallo della Via Alpina. Nel cuore delle Dolomiti, la Via Alpina attraversa i leggendari massicci della Marmolada e del Catinaccio. Arrivato a Bolzano, città alpina multiculturale per eccellenza, l’itinerario si dirige verso nord (a ovest è possibile un collegamento con il Parco nazionale dello Stelvio, che permette di ricongiungersi all’itinerario rosso rimanendo sul versante sud delle Alpi). L’itinerario raggiunge, al Niederjoch (3019 m), il punto culminante della Via Alpina, nelle immediate vicinanze del luogo in cui fu scoperta la mummia di Ötzi. Il paesaggio cambia con la traversata del massiccio glaciale più esteso delle Alpi, quello dell’Ötztal, prima di ridiscendere verso i rilievi boschivi della valle dell’Inn. Ritorno nel calcare, ma questa volta sotto il segno degli alpeggi, nell’Allgäu, fino al punto d’incontro degli itinerari giallo, rosso e viola della Via Alpina, a Oberstdorf, in Baviera. Massici attraversati: Alpi Giulie Occidentali - Alpi Carniche - Dolomiti - Ötztal - Alpi del Lechtal - Allgäu.